Il Tirreno

Pisa

Galilei, è maxi l’adesione allo sciopero

di Danilo Renzullo
Galilei, è maxi l’adesione allo sciopero

Contenuti i disagi per i passeggeri dello scalo  sei i voli cancellati tra partenze e arrivi

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PISA. I disagi si sono materializzati in alcune decine di persone che, nonostante gli avvisi dei giorni scorsi, hanno preferito trascorrere le ore di sciopero all’interno del Galilei, “vagando” tra un negozio e l’altro. All’esterno, invece, il nucleo di lavoratori che si è riunito in presidio ha rivendicato certezze e il ritiro del piano di esternalizzazioni «che – accusano i sindacati – rischia di intaccare i livelli occupazionali, ma soprattutto di peggiorare i trattamenti normativi e salariali di circa 800 dipendenti».

Ha incassato un’adesione quasi bulgara lo sciopero del sistema aeroportuale toscano proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporti. Il primo vero sciopero unitario dalla nascita di Toscana Aeroporti, la società che ha inglobato le vecchie aziende di gestione dell’aeroporto di Pisa (Sat) e quello di Firenze (Adf). Punte del 100% in quasi tutti i settori, con pochi lavoratori “precettati” dall’azienda per far fronte ai voli garantiti. Lo stesso a Firenze, dove i primi dati parlano di un’adesione che sfiora il 97%. La rabbia dei pochi passeggeri rimasti a terra per i sei voli cancellati tra partenze e arrivi (Lufthansa da e per Monaco, Ryanair da e per Valencia e Easyjet da e per Londra) si mescola a quelli dei dipendenti che hanno incrociato le braccia e manifestato (in circa cinquanta) le preoccupazioni per un piano di ristrutturazione «che – proseguono i rappresentanti dei lavoratori – per il momento non offre alcuna garanzia per i circa 800 dipendenti coinvolti».

Il progetto di riorganizzazione prevede la “societarizzazione” e la vendita ad una società esterna dell’handling (il settore che riunisce tutte le attività di terra) e l’esternalizzazione del settore security di Pisa. «I lavoratori – sottolinea Fulvio Cacace, segretario della Filt-Cgil di Pisa – non capiscono perché un’azienda che continua a svilupparsi e in cui continuano a crescere gli utili e il numero di viaggiatori deve cedere il principale pezzo della società (i dipendenti, ndr) che ha contribuito a questo successo».

Mentre sui display dell’aerostazione continuano a scorrere gli avvisi che informano di possibili disagi, all’esterno lo sventolio delle bandiere dei sindacati si alterna alla distribuzione dei volantini consegnati dai lavoratori agli utenti del Galilei per spiegare le ragioni di una mobilitazione che rischierà di ripetersi nel corso dei prossimi mesi. La vertenza, iniziata lo scorso settembre con l’annuncio della società della volontà di vendere ed esternalizzare i due settori e proseguita con incontri tra le parti che per il momento non hanno prodotto nessun accordo, si è trasformata in un braccio di ferro tra le rappresentanze sindacali e Toscana Aeroporti. Le prime rivendicano garanzie per le centinaia di lavoratori che «da un momento all’altro potrebbe ritrovarsi alle dipendenze di un’altra società o di una cooperativa senza sicurezza», mentre la società di gestione degli aeroporti toscani giustifica la scelta come “obbligata”, per ottemperare alle disposizioni di una direttiva europea che impone agli aeroporti con traffico superiore ai due milioni di passeggeri di disporre “il libero accesso al mercato della prestazione di servizi di assistenza a terra a terzi”. Una distanza per il momento incolmabile, destinata probabilmente ad inasprirsi con i nuovi scioperi che i sindacati “minacciano” di proclamare. «Auspichiamo una convocazione da parte dell’azienda per conoscere nei dettagli il piano di riorganizzazione – sottolinea Lorenzo Carlotti dell’Ugl Trasporti –. Attendiamo anche risposte concrete da parte della politica, che per il momento si è affacciata alla vertenza solo con spot pre-elettorali, ma anche da parte della popolazione che sembra molto distaccata dai problemi di una delle principali aziende della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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