Il Tirreno

Pisa

«Una pulizia straordinaria nel cimitero delle valigie»

di Danilo Renzullo
«Una pulizia straordinaria nel cimitero delle valigie»

L’amministrazione si attiva dopo la denuncia pubblica e le foto della sporcizia nell’area dietro il Palasport, terra di borseggiatori e tossicodipendenti

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PISA. Il “muro” di rovi che circonda l’area abbandonata alle spalle del Palazzetto dello Sport forma una sorta di barriera naturale contro occhi indiscreti e possibili, sgradite, intrusioni per chi ha trasformato quell’area in una sorta di cimitero. Dove giacciono i ricordi di soggiorni in città che per decine di turisti si sono trasformati in disavventure, gli “scarti” di furti e borseggi e i sogni di bambini abbandonati su un tappeto di fogliame e rifiuti. Ma non solo. L’ampia area che sorge lungo i binari della ferrovia ospita anche comode postazioni per chi decide di mescolare sostanze proibite al proprio sangue.

Non siamo nell’estrema periferia della città. Potrebbe anzi essere il piccolo polmone verde di un’area “compressa” tra il traffico dell’Aurelia e quello turistico diretto verso Piazza dei Miracoli. La zona a verde che si estende tra la ferrovia, il Palasport e via Atleti Azzurri Pisani è diventata invece una sorta di discarica “a servizio” di ladruncoli e borseggiatori. Il “cimitero delle valigie”, l’ha ribattezzata Andrea Maltagliati, la sentinella del Tirreno che ha “denunciato” lo stato di abbandono dell’area a cui il Comune risponderà con una pulizia straordinaria e la bonifica della zona. Sì perché sono decine i bagagli adagiati sul tappeto di foglie e rovi. Il luogo, probabilmente, dove i bagagli rubati vengono aperti e la refurtiva “analizzata” per separare gli oggetti di valore dagli scarti. Un luogo dove i sentieri tra le erbacce e i rovi conducono in aree diverse. Ognuna, sembra, adibita ad uno specifico scopo. Uno dei “sentieri” più battuti porta ad una sorta di spiazzo, dove tra le foglie ingiallite spuntano decine di siringhe, fazzoletti ancora sporchi di sangue e una piccola struttura in cemento usata come base di appoggio per dare avvio ad un rituale che probabilmente si ripete quasi quotidianamente. Pochi passi più avanti, un altro sentiero conduce in una sorta di “bazar” dove è possibile trovare di tutto: borse, valigie e borsoni aperti e “saccheggiati” dei contenuti più preziosi. Probabilmente i resti di furti e borseggi. Una distesa di abiti, scarpe, giocattoli, peluche e oggetti ritenuti di scarso valore circonda i bagagli, la maggior parte di turisti e viaggiatori. Tra la vegetazione spuntano decine di piccoli flaconi, di quelli ammessi dalle compagnie aeree all’interno dei bagagli a mano, insieme a documenti e altre “testimonianze” di un passaggio da Pisa che per molti si è trasformato in un incubo. Alla discarica di oggetti rubati, si aggiunge quella degli incivili: elettrodomestici, ruote di motorini e semplici sacchetti di immondizia abbandonati a due passi dai pali arrugginiti di una porta da calcio, ultima traccia di un vecchio campo sportivo. Dopo la denuncia apparsa sul Tirreno, il Comune ha promesso un rapido intervento. «In quell’area - spiega l’assessore Andrea Serfogli - risultano vari proprietari: Demanio, Comune e privati. Lunedì (domani, ndr) avvieremo le verifiche: se la zona ricade sotto la responsabilità di Palazzo Gambacorti faremo partire subito un intervento di pulizia straordinaria, se privata scatterà invece un’ordinanza che obbligherà il proprietario a bonificare l’area».

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