Gioco
al santa chiara
Sopralluogo dei consiglieri M5S in neonatologia
PISA. Le spinte dei Cinque Stelle sembrano aver avuto effetto, sebbene non nei termini sperati. Entro gennaio, l’impianto di areazione del reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara tornerà a...
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PISA. Le spinte dei Cinque Stelle sembrano aver avuto effetto, sebbene non nei termini sperati. Entro gennaio, l’impianto di areazione del reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara tornerà a funzionare normalmente. Lo sgradevole odore di fogna emanato dall’impianto all’interno del reparto è, infatti, uno dei tre problemi segnalati un mese fa alla giunta regionale dai consiglieri del Movimento, che venerdì mattina sono tornati al Santa Chiara per verificare se il loro appello fosse stato colto.
Accolti dall’equipe del professor Paolo Ghirri, da poco subentrato al suo predecessore Antonio Boldrini, il presidente del gruppo consigliare M5S Giacomo Giannarelli e i consiglieri regionali Irene Galletti e Gabriele Bianchi hanno potuto constatare che, di fatto, «trenta giorni non sono bastati per soddisfare le necessità di neonatologia», consistenti anche nel bisogno di ampliare gli spazi dell’area sub intensiva e di dare continuità di sostegno al progetto Nina, che si occupa di formazione e simulazione neonatale. «Ringraziamo la dirigenza ospedaliera, il professor Ghirri, il professor Boldrini e tutta l’equipe di neonatologia per l’accoglienza e il dialogo proficuo – ha detto Giannarelli – che si è risolto nella formulazione di un impegno concreto: entro gennaio almeno il problema maleodoranze dell’impianto di areazione sarà risolto». Bisognerà aspettare a lungo, invece, prima di veder superato anche il problema degli spazi ristretti dell’area sub intensiva.
«Siamo stati avvisati dell’avvio per la gara legata al nuovo ospedale di Cisanello, previsto a marzo 2018 - aggiungono i consiglieri - Comprendiamo la giustificazione che rende meno probabili attività migliorative radicali sull’attuale struttura che ospita neonatologia, ma vista l’attesa prevista di 5-6 anni prima di vedere operativo il nuovo presidio, riteniamo impensabile lasciare nelle condizioni di precarietà logistica rilevate anche oggi l’equipe straordinaria del professor Ghirri. Sono capaci di “miracoli” anche così, ma non ci sembra né giusto né opportuno continuare a caricare sulle spalle del personale il sopperire alle inefficienze strutturali».
Enza Chiappone
Accolti dall’equipe del professor Paolo Ghirri, da poco subentrato al suo predecessore Antonio Boldrini, il presidente del gruppo consigliare M5S Giacomo Giannarelli e i consiglieri regionali Irene Galletti e Gabriele Bianchi hanno potuto constatare che, di fatto, «trenta giorni non sono bastati per soddisfare le necessità di neonatologia», consistenti anche nel bisogno di ampliare gli spazi dell’area sub intensiva e di dare continuità di sostegno al progetto Nina, che si occupa di formazione e simulazione neonatale. «Ringraziamo la dirigenza ospedaliera, il professor Ghirri, il professor Boldrini e tutta l’equipe di neonatologia per l’accoglienza e il dialogo proficuo – ha detto Giannarelli – che si è risolto nella formulazione di un impegno concreto: entro gennaio almeno il problema maleodoranze dell’impianto di areazione sarà risolto». Bisognerà aspettare a lungo, invece, prima di veder superato anche il problema degli spazi ristretti dell’area sub intensiva.
«Siamo stati avvisati dell’avvio per la gara legata al nuovo ospedale di Cisanello, previsto a marzo 2018 - aggiungono i consiglieri - Comprendiamo la giustificazione che rende meno probabili attività migliorative radicali sull’attuale struttura che ospita neonatologia, ma vista l’attesa prevista di 5-6 anni prima di vedere operativo il nuovo presidio, riteniamo impensabile lasciare nelle condizioni di precarietà logistica rilevate anche oggi l’equipe straordinaria del professor Ghirri. Sono capaci di “miracoli” anche così, ma non ci sembra né giusto né opportuno continuare a caricare sulle spalle del personale il sopperire alle inefficienze strutturali».
Enza Chiappone
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