La manifestazione
Diritti in comune: l’iniziativa
«Meno case vuote per la sicurezza»
Alloggi sfitti e degrado alla stazione i temi del dibattito al Dopolavoro
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PISA. «La prima battaglia per la sicurezza si fa restituendo le case vuote». Si concentra soprattutto sull’emergenza abitativa e sulla gestione del patrimonio immobiliare il programma politico che Diritti in comune, la coalizione della sinistra promossa da Una città in comune, Rifondazione comunista, Sinistra Italiana e Possibile, sta costruendo in vista delle prossime elezioni amministrative. Ed è proprio davanti a delle case vuote, gli appartamenti di proprietà della famiglia Pampana in Via Vespucci, che i rappresentanti delle quattro forze politiche promotrici della nuova coalizione hanno annunciato la data e gli obiettivi del prossimo incontro pubblico in cui definire le prerogative sociali su cui poi si baserà il loro programma elettorale. Sì, perché come spiega Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune, «ciò che contraddistingue Diritti in comune dalle altre forze politiche è la volontà di creare un programma che sia realmente partecipato» attraverso un percorso che da marzo ad oggi ha già visto l’organizzazione di tre incontri pubblici. La quarta tappa è in programma oggi al Dopolavoro ferroviario in Piazza della Stazione, un’occasione per restituire i risultati raggiunti in questi mesi e per avviare nuovi tavoli di lavoro sui temi del diritto all’abitare, di cittadinanze ed accoglienza, di scuola e politiche educative, di mobilità, territori di pace, municipalismo e partecipazione. Simbolica la scelta del quartiere della stazione, che rispecchia la volontà della nuova forza politica di dare un segnale di controtendenza rispetto al dibattito sul tema della sicurezza in città. «Assistiamo ad una feroce corsa a destra con provvedimenti come i Daspo, le ordinanze antidegrado o la moltiplicazione della sorveglianza – ha infatti detto Auletta – che non sono altro che fumo negli occhi rispetto al problema delle responsabilità politiche». Secondo Diritti in comune, infatti, questi non risolvono le vere questioni del degrado, una su tutte il problema dell’emergenza abitativa, «di cui nessuno parla all’interno dei propri programmi elettorali». «Uno dei maggiori proprietari immobiliari di Pisa viola la legalità tenendo volutamente sfitte decine e decine di case per drogare il mercato abitativo e costruire un meccanismo di speculazione che determina un’ipertrofia degli affitti», ha commentato Giovanni Bruno di Prc riferendosi appunto agli immobili di Pampana nella zona della stazione. «Una zona – ha aggiunto Auletta – in cui oltre alle case, anche molti edifici pubblici e privati sono stati lasciati dismessi mentre si porta avanti la politica del cemento, che ha creato cattedrali nel deserto come il parcheggio di Piazza Vittorio Emanuele e la Sesta Porta». (e.c.)
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