Sicurezza
Raid a Porta a Mare: sei auto danneggiate
L’appello del Ctp 2 al questore: quartiere sotto assedio, attiviamo subito il controllo di vicinato
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PISA. Ennesimo raid vandalico a Porta a Mare. Lunedì, durante una scorribanda notturna, vandali hanno rotto i parabrezza di sei auto parcheggiate su lungarno San Giovanni al Gatano. Ne hanno fatto le spese, tra gli altri, anche il consigliere del Ctp 2 Sergio Brondi e don Luca Volpi, il parroco, non nuovo ad essere preso di mira. Stesso copione non più di un mese fa, senza dimenticare lo spregio del 16 settembre scorso quando la chiesa venne imbrattata da disegni osceni, che una famiglia residente da poco nel quartiere casualmente provvista di solventi particolari prontamente ripulì.
Altri episodi segnalati, la discarica che qualcuno ha provocato davanti al cancellino dell’abitazione del sacerdote. Ad agosto vennero incendiate una roulotte e delle auto parcheggiate vicino alla chiesa; c’è stato anche il furto all’asilo Beltrami; furti in ristoranti ed il raid alla Galleria Sanac; oltre alle scene di spaccio in via Aldo Moro.
«Porta a Mare - dice Brondi - è sotto assedio. C’è stato un incontro del Ctp 2 al quale ho partecipato insieme alla presidente Benedetta Di Gaddo, con il prefetto Angela Pagliuca ed il questore Alberto Francini e ai rappresentanti delle categorie commerciali Confesercenti e Confcommercio il 2 ottobre scorso, individuando anche un nuovo sistema di allert che consentirebbe di far interagire i cittadini con il commissariato di polizia on line attraverso il proprio cellulare o tablet. Questo nuovo sistema metterebbe in condizione di informare le forze dell’ordine riguardo eventuali abusi, incidenti o denunce ritenute rilevanti dall’utente. Come si sta sperimentando a Putignano. Ma, pur essendomi dimostrato disponibile ad esportare questo sistema anche su Porta a Mare, non ne abbiamo più sentito parlare».
Interviene Benedetta Di Gaddo: «Faccio appello alla sensibilità del questore affinché questo controllo di vicinato parta anche sul nostro quartiere. Abbiamo individuato in Brondi il volontario coordinatore di questo gruppo di controllo. Il suo compito sarà raccogliere con metodologie condivise dal Comune (sms, social network, mailing list) le istanze e le informazioni pervenute dalla rete dei cittadini, le cosiddette sentinelle, iscritte a questo progetto, veicolandole alle forze dell’ordine. Ci auguriamo che tale nuovo strumento di sicurezza partecipata possa sperimentarsi quanto prima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Altri episodi segnalati, la discarica che qualcuno ha provocato davanti al cancellino dell’abitazione del sacerdote. Ad agosto vennero incendiate una roulotte e delle auto parcheggiate vicino alla chiesa; c’è stato anche il furto all’asilo Beltrami; furti in ristoranti ed il raid alla Galleria Sanac; oltre alle scene di spaccio in via Aldo Moro.
«Porta a Mare - dice Brondi - è sotto assedio. C’è stato un incontro del Ctp 2 al quale ho partecipato insieme alla presidente Benedetta Di Gaddo, con il prefetto Angela Pagliuca ed il questore Alberto Francini e ai rappresentanti delle categorie commerciali Confesercenti e Confcommercio il 2 ottobre scorso, individuando anche un nuovo sistema di allert che consentirebbe di far interagire i cittadini con il commissariato di polizia on line attraverso il proprio cellulare o tablet. Questo nuovo sistema metterebbe in condizione di informare le forze dell’ordine riguardo eventuali abusi, incidenti o denunce ritenute rilevanti dall’utente. Come si sta sperimentando a Putignano. Ma, pur essendomi dimostrato disponibile ad esportare questo sistema anche su Porta a Mare, non ne abbiamo più sentito parlare».
Interviene Benedetta Di Gaddo: «Faccio appello alla sensibilità del questore affinché questo controllo di vicinato parta anche sul nostro quartiere. Abbiamo individuato in Brondi il volontario coordinatore di questo gruppo di controllo. Il suo compito sarà raccogliere con metodologie condivise dal Comune (sms, social network, mailing list) le istanze e le informazioni pervenute dalla rete dei cittadini, le cosiddette sentinelle, iscritte a questo progetto, veicolandole alle forze dell’ordine. Ci auguriamo che tale nuovo strumento di sicurezza partecipata possa sperimentarsi quanto prima».
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