Il Tirreno

Pisa

Un patto per l’occupazione tra Università e Legacoop

di Carlotta Lattanzi
Un patto per l’occupazione tra Università e Legacoop

Dal protocollo d’intesa siglato, che avrà una validità triennale, arriva una opportunità di formazione e di impiego per gli studenti dell’Ateneo

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PISA. Posti di lavoro per i laureati a Pisa. Questo l’obiettivo del documeto sottoscritto ieri dall’Università di Pisa e dalla Lega Regionale Toscana Cooperative e Mutue (Legacoop): un “patto” per promuovere appunto l’occupazione dei laureati che il rettore Paolo Mancarella definisce : «un altro tassello del puzzle di rapporti con il territorio che stiamo costruendo».

«Quello siglato oggi (ieri, ndr) è un accordo quadro nell’ambito di varie iniziative che metteremo in campo – commenta Mancarella – perché la cooperazione è un valore importante che vogliamo trasmettere ai nostri studenti. L’Università di Pisa mette infatti a disposizione degli imprenditori locali le proprie competenze, nell’importante realtà costituita dalle aziende associate a Legacoop Toscana. Mi auguro che si possa portare ulteriore linfa ai giovani che hanno voglia di mettersi in gioco, rendendoli consapevoli di quali sono le realtà imprenditoriali e di come funziona il modello cooperativo».

Il protocollo, con validità triennale, mira a promuovere la collaborazione di Università di Pisa e Legacoop negli ambiti della didattica, della ricerca e del trasferimento tecnologico al fine di ottimizzare la sinergia tra mondo accademico e mondo del lavoro. Nell’ambito del progetto, Legacoop mette a disposizione borse di studio per tesi di laurea sul mondo della cooperazione e, in più, l’opportunità di svolgere stage curriculari o post-laurea nelle cooperative associate.

Obiettivi ambiziosi, che l’ente si impegna a favorire «con formule di studio e ricerche volte a diffondere la cultura della cooperazione e creare start-up post-universitarie» spiega il presidente Legacoop Toscana Roberto Negrini. «Vogliamo offrire nuovi sbocchi occupazionali ai neolaureati, a partire dall’integrazione delle competenze apprese all’università con i valori che le cooperative promuovono».

Un aspetto, quello dell’autoimprenditorialità post-accademica, messo in luce proprio dal delegato di Ateneo per la promozione di iniziative di spin off, start up e brevetti, Leonardo Bertini. «La nostra comunità universitaria deve costituire un tutto unico con start up e spin off – ha detto Bertini – e questo deve valere non solo in ambito scientifico, dove gli incentivi sono molti e proficui, ma anche in campo umanistico. Abbiamo inoltre creato una nuova struttura, Contamination Lab, laboratorio accademico con sede alle Ex Benedettine, per la cura e lo sviluppo iniziale di start up sul mercato e sul territorio. Speriamo così di incoraggiare la nascita di nuove imprese competenti e capaci di partire da subito con il piede giusto».

Insomma, «una nuova leva di cooperatori» (per citare Negrini) consapevoli del presente, ma anche del futuro.



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