Il Tirreno

Pisa

i comitati dei residenti 

«Un’estensione a tutti i punti critici della città»

«Un’estensione a tutti i punti critici della città»

PISA. «A Pisa il sindaco, il questore e il comandante della polizia municipale danno un’interpretazione limitata del Daspo urbano escludendo le zone di maggior concentrazione di reati quali piazza...

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PISA. «A Pisa il sindaco, il questore e il comandante della polizia municipale danno un’interpretazione limitata del Daspo urbano escludendo le zone di maggior concentrazione di reati quali piazza dei Cavalieri, Vettovaglie e Gambacorti». È la presa di posizione ufficiale del coordinamento dei comitati dei residenti che incorpora i comitati di Santa Maria, Mezzogiorno, La Cittadella, Muretto/Porta a Mare. Francesco Pozzi del comitato Santa Maria è convinto che in molti stessero aspettando il Daspo per avere uno strumento utile per arginare la malamovida ed invece «la delusione tra i residenti ed i membri dei comitati, è altissima». Il motivo si evince da quanto tutti i comitati fanno sapere e cioè che «il sindaco Filippeschi parla di “impossibilità” ad eseguire i controlli, ma in questo modo conferma una politica di inerzia ed incapacità che va avanti da anni contro un fenomeno che danneggia la vivibilità ed il decoro urbano, valori che il decreto invece inserisce espressamente nella definizione della sicurezza urbana come “Bene pubblico». In sostanza, residenti e cittadini che vivono e passano in questi luoghi non ricevono quella tutela che la legge intende (finalmente) offrire.

Critiche vengono mosse poi anche alle dichiarazioni del comandante Stefanelli. «Il comandante della polizia municipale sostiene poi che se il provvedimento venisse applicato rigidamente in un normale serata di movida in piazza dei Cavalieri potrebbe avere una sorta di effetto boomerang e ritorcersi contro le stesse forze dell’ordine. È probabile invece che l’effetto boomerang ci sarà verso i politici che non hanno saputo affrontare il fenomeno criminoso che affligge da anni la vita dei pisani».

Il coordinamento dei comitati ha poi in mano i dati de Il Sole 24 Ore di pochi giorni fa. «Secondo i dati dell’indagine pubblicata nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore - spiegano dal coordinamento - Pisa è risultata nel 2016 la decima provincia italiana per numero di reati, in base ai dati forniti dal dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, con 5.003 reati ogni 100mila persone. Pisa ha scalato (in negativo) la classifica: nel 2014 era al 15º posto e nel 2015 al 13º. La gravità della situazione della criminalità (micro e macro) presente nel nostro territorio è da tempo sotto gli occhi di tutti. Si tratta di reati “reali” e non “percepiti”, come emerge dai dati pubblicati».

Il coordinamento tira infine in ballo sia il questore Alberto Francini che il prefetto Angela Pagliuca. «Di recente il questore ci ha chiesto il coinvolgimento dei comitati cittadini per l’operazione “Sguardo di vicinato” in alcuni quartieri della città in centro ed in periferia - riferiscono dal coordinamento -, alla quale è stata data una sollecita adesione. I residenti però non possono limitarsi ad essere semplici “agenti segnalatori” di supporto in materia di ordine pubblico e sicurezza, perdendo il diritto/dovere di condividere, come cittadini residenti, le decisioni strategiche. Si chiede dunque che il prefetto intervenga su questi punti sollevati, superando la freddezza dei rapporti con le espressioni spontanee della società civile manifestata dal suo predecessore».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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