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Pisa

Superalimenti, un altro “colpo” del PlantLab

Superalimenti, un altro “colpo” del PlantLab

Messo a punto il pomodoro per chi soffre della carenza di iodio ma non può esagerare col sale

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PISA. Si è svolta ieri, 15 novembre, nella suggestiva cornice della Domus Comeliana, la prima conferenza internazionale “Iodio negli alimenti e prevenzione delle malattie dovute alla sua carenza”, promossa dalla World Iodine Association (WIA), associazione mondiale dello iodio con il contributo scientifico della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Oggetto principale della conferenza: prevenire in modo sostenibile le malattie dovute alla carenza di questo fondamentale elemento nutritivo. Rappresentanti della comunità scientifica mondiale e delle associazioni di categoria hanno messo in luce il duplice aspetto della questione, trattandola dal punto di vista scientifico e da quello dei cosiddetti “decisori politici”. Dal punto di vista scientifico, i ricercatori, giunti a un nucleo di solide conoscenze sul fenomeno della carenza di iodio, si sono confrontati sugli studi più recenti, che ne attestano l’incidenza sulla salute pubblica. Dal punto di vista dei cosiddetti “decisori politici”, i rappresentanti di categoria hanno presentato efficaci sistemi per ovviare a questa carenza. Da quelli più noti, come la sostituzione del normale sale da cucina con quello iodato, a quelli più innovativi, come la "biofortificazione" agronomica e dei mangimi animali.

«Una giornata importantissima – ha commentato Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatore del PlantLab dell’Istituto di Scienze della Vita – che vede la partecipazione di ricercatori e scienziati provenienti da tutto il mondo. Lo iodio è un elemento fondamentale per la funzionalità della tiroide, per lo sviluppo cerebrale e per la crescita del feto e del bambino. I danni conseguenti alla sua carenza sono rilevanti non solo per i Paesi in via di sviluppo, ma anche per l’Occidente. Una carenza che deve essere affrontata con un’alimentazione più ricca di pesce e preferendo sempre il sale iodato al normale sale da cucina. Ma se il sale iodato è salutare per la tiroide, lo è un po’ meno per chi soffre di ipertensione arteriosa. La Sant’Anna ha cercato di ovviare a questo problema con una ricerca sui vegetali “biofortificati”, che consentono di evitare una dieta ricca di sale e al contempo avere il corretto apporto di iodio. Un esempio è il nostro pomodoro, ricchissimo di iodio, come di iodio era ricchissimo il terreno in cui è cresciuto».

Tra i dottorandi che cooperano al lavoro di Perata e PlantLab, anche un giovane pisano, Marco Martinelli, autore di un progetto di ricerca specifico sui meccanismi attraverso i quali le piante assimilano questo importante elemento nutritivo. «La fisiologia della pianta è un affascinante: come si innesca il processo di assorbimento dello iodio e perché? La biologia molecolare e le biotecnologie ci aiutano a svelare questo mistero».



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