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Sant’Ermete, la protesta dei residenti a Firenze
PISA. Si è conclusa con proteste dentro e fuori dal palazzo della Regione la seduta della commissione sanità e politiche sociali chiamata ieri mattina a votare la mozione presentata dal Movimento 5...
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PISA. Si è conclusa con proteste dentro e fuori dal palazzo della Regione la seduta della commissione sanità e politiche sociali chiamata ieri mattina a votare la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e da Sì-Toscana a sinistra per il riconoscimento dell’esonero dal pagamento del canone di locazione per gli abitanti di Sant’Ermete che vivono in alloggi popolari privi di manutenzione. La commissione ha bocciato la proposta scatenando le proteste della delegazione di inquilini del villaggio di edilizia residenziale che sorge lungo via Emilia che ha raggiunto Firenze per attendere l’esito della votazione, ma anche per denunciare il ritardo del progetto di abbattimento delle vecchie case popolari e la costruzione di nuove palazzine. Quando hanno appreso del respingimento della mozione, alcuni membri della delegazione di manifestanti sono entrati nell’aula dove la commissione era riunita, interrompendo per alcuni minuti i lavori e manifestando la propria esasperazione. Altri inquilini hanno invece proseguito il presidio davanti alla sede del consiglio regionale. «Pd e Mdp si sono confermati incapaci di assumersi la responsabilità di scelte urgenti e giuste - accusa Andrea Quartini, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e primo firmatario dell’atto - La giunta aveva garantito una programmazione di intervento pari a 10 milioni di euro per sanificare l’area, ma ha deliberato solo qualche milione di contributo reale, lasciando i cittadini di Sant’Ermete senza neanche la percezione di un minimo beneficio. Col nostro atto - prosegue Quartini - chiedevano interventi urgenti di ristrutturazione oltre al sostegno economico a chi vive in alloggi Erp giudicati fatiscenti dall’Asl». «Il Pd illude gli abitanti delle case popolari di Sant’Ermete continuando a perdere tempo e a rinviare a soluzioni future - accusano Paolo Sarti e Tommaso Fattori, consiglieri regionali di Sì-Toscana a sinistra - La mozione impegnava la giunta a valutare soluzioni di buon senso e immediatamente eseguibili: il Pd, bocciandola, dimostra ancora una volta poca sensibilità sociale, alimentando le tensioni». (d.r.)
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