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Daspo urbano, il Pd rischia di perdere anche i Riformisti

Daspo urbano, il Pd rischia di perdere anche i Riformisti

Patto Civico detta le condizioni per un voto favorevole: «Applicazione anche in piazza dei Cavalieri e Vettovaglie»

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PISA. La maggioranza rischia di perdere pezzi e così il voto in consiglio comunale sull’applicazione del Daspo urbano voluto dal Pd potrebbe trasformarsi in una sorta di boomerang per il governo di Palazzo Gambacorti. Piazza dei Cavalieri, ma anche piazza delle Vettovaglie, diventano l’ago della bilancia di una partita che, al di là delle risposte richieste in tema di sicurezza, mette in gioco le alleanze politiche in vista delle prossime elezioni. Con porte che potrebbero aprirsi o chiudersi in base al voto del prossimo 23 novembre, quando la delibera sul Daspo urbano approderà nell’assemblea cittadina.

Dopo le perplessità avanzate da Mdp, dentro la maggioranza anche i Riformisti (confluiti in Patto Civico) scuotono la testa. O meglio: il gruppo consiliare che alle prossime elezioni appoggerà la candidatura a sindaco di Antonio Veronese è contrario all’esclusione di piazza dei Cavalieri e delle Vettovaglie dalla mappa di applicazione del dispositivo introdotto dal decreto Minniti appoggiando, di fatto, le rivendicazioni già avanzate dal centrodestra e da un pezzo del Movimento 5 Stelle. Che chiedono di rivedere le aree del centro sulle quale lo strumento sarà applicato, minacciando in caso contrario un “no” in consiglio comunale che potrebbe far crollare l’intero iter voluto dal sindaco Marco Filippeschi e dal Pd, anticipando una partita, quella della sicurezza, sulla quale si giocherà buona parte della prossima campagna elettorale.

«Per poter valorizzare il nostro centro cittadino è necessario che non si escludano piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie dalle aree di applicazione del Daspo urbano», scrive in una nota Veronese, di fatto anticipando il “no” che potrebbe essere espresso dal consigliere comunale dei Riformisti, Odorico Di Stefano, al momento del voto in aula. «Pisa - aggiunge Veronese - non può permettersi di emanare un provvedimento monco che escluda zone degradate». E sui dubbi di questore e polizia municipale sulla reale attuazione dei provvedimenti in certi contesti come le due piazze, offre la sua soluzione: «Le forze di polizia, sfruttando il moderno impianto di videosorveglianza presente in quelle piazze, potranno identificare gli autori delle violazioni senza dover mettere a repentaglio la propria o altrui incolumità».

Per la maggioranza non sarà quindi semplice far conciliare le due richieste interne. In più centrodestra e destra hanno da subito appoggiato la proposta del Daspo, ma non hanno condiviso i tempi strettissimi che il Pd ha provato ad imporre, né l’esclusione di piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie dalla mappa di applicazione. Con rivendicazioni trasformate in atti concreti da Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia che presenterà undici emendamenti alla delibera, accompagnati da una sorta di avvertimento: o le nostre proposte saranno accettate (almeno piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie) o il voto sarà contrario. Più o meno suona allo stesso modo la posizione del M5S, che rivendica l’inserimento di piazza dei Cavalieri.

Ricapitolando: se la sinistra-sinistra è decisa a continuare la propria battaglia «contro le derive securitarie del decreto Minniti», destra, centrodestra e grillini sono intenzionati ad imporre le proprie richieste. E intanto pezzi della maggioranza sono pronti a far emergere con il voto contrario (o l’astensione) i dubbi che stanno accompagnando il percorso di approvazione del Daspo. Di fronte a tutto ciò il Pd, insieme all’alleato più fedele (In lista per Pisa), potrebbe trovarsi nella condizione di chiedere aiuto, ovvero il voto, alle opposizioni di destra per non andare sotto. Uno schema quasi da larghe intese. E soprattutto un primo stop nella già complessa ricerca di un punto d’incontro con Mdp.

Francesco Loi

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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