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Cnr, in Senato presentato il piano “salva-precari”

Cnr, in Senato presentato il piano “salva-precari”

Di Giorgi (Pd): ecco l’emendamento alla finanziaria per stabilizzarli tutti in 3 anni Servono 400 milioni. E Filippeschi va a Roma con i ricercatori: «No ai tagli»

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PISA. La salvezza è a portata di mano, anche se adesso dovrà superare i veti incrociati in aula. Il voto di fiducia, il rischio di impallinamento. Ma Rosa Maria Di Giorgi è fiduciosa. La senatrice fiorentina dei dem è stata una delle promotrici dell’incontro fra i precari dei Cnr e i membri della commissione cultura e istruzione andato in scena ieri al Senato. Un’audizione chiesta dal sindaco Marco Filippeschi per dare una speranza ai ricercatori pisani (e italiani) che da anni attendono una stabilizzazione andando avanti a co. co. co, tempi indeterminati e vite atipiche.

«Abbiamo illustrato ai ricercatori gli emendamenti alla legge di stabilità messi in campo per provare a stabilizzarli – dice Di Giorgi – In particolare ce n’è uno che prevede un piano di stabilizzazioni triennali. Per come è disegnata, la finanziaria prevede per ora l’assunzione di 300 studiosi precari del Cnr e degli altri istituti di ricerca e 1300 ricercatori universitari. Ma sappiamo che in Italia soltanto quelli che appartengono agli enti di ricerca sono ben 8. 800». Secondo le stime solo nella cittadella dei numeri primi di via Moruzzi si stima ce ne siano fra i 300 e i 500. Alcuni con contratti che vengono rinnovati di anno in anno ormai da oltre un decennio. Una situazione ormai insostenibile, che a fine ottobre ha fatto scattare la mobilitazione e le occupazioni in tutta Italia.

«Serviranno circa 400 milioni per riuscire a sostenere l’operazione – dice Di Giorgi – Ma possiamo riuscirci, in commissione c’è stato un appoggio bipartisan. Pd, Ap, M5s e Sinistra Italiana considerano la ricerca un motore di sviluppo fondamentale per il Paese». E a testimonianza dell’importanza del tema nel governo, c’è il fatto che a caccia delle coperture si sia messa la stessa Marianna Madia. Proprio in virtù della legge firmata dalla ministra della Pubblica amministrazione i ricercatori chiedono la stabilizzazione.

«La nostra presenza in Senato è stata un gesto forte di pressione e di dialogo – dice Filippeschi – Un modo concreto di azione perché la lotta dei precari possa dare risultati. L’obiettivo è strategico, riguarda il futuro dell’Italia, di un Paese che ha impoverito la ricerca e assiste al fenomeno patologico della migrazione intellettuale». Il sindaco pisano sottolinea che si lavora per fare in modo che «l’emendamento vincoli a un percorso certo di stabilizzazione il prossimo governo e il nuovo Parlamento».

Mario Neri

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