Il dolore
Abusa della figlia e maltratta la moglie
Terribili accuse nei confronti di un padre, ora allontanato dalla famiglia, a processo per violenza sessuale sulla bimba di 8 anni
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PISA. Anni di maltrattamenti. Scatti d’ira per niente. Quei motivi che sembrano futili, ma anche capaci di innescare reazioni violente. Con i soliti destinatari, la moglie e i due figli. E la bimba in particolare vittima di qualcosa di indicibile che va oltre l’arrabbiatura che mortifica e annichilisce un bambino. L’accusa è di averla violentata più volte. Almeno per un paio d’anni, attraverso rapporti completi.
È una storia delicata in cui le contestazioni devono trovare riscontri davanti ai giudici quella che ieri per un dipendente quarantenne si è trasformata in un processo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata sulla figlia da quando aveva 8 anni fino al decimo compleanno.
Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Donato D’Auria accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Miriam Pamela Romano. L’imputato è difeso dall’avvocato Simona Volpi, mentre le parti civili - la moglie e i figli minori - sono tutelati dall’avvocato Marianna Lupoli.
Le indagini sono state lunghe e con diversi passaggi anche davanti al giudice in occasione degli incidenti probatori a cui sono stati sottoposti i minori e la loro mamma. Si è trattato di acquisire le loro dichiarazioni alla presenza anche del difensore dell’indagato in una sorta di anticipazione del processo per cristallizzare le prove da utilizzare poi in aula. Quanto raccontato servirà a evitare di farli testimoniare al dibattimento pubblico. Quello che dovevano dire è già agli atti.
Al centro della vicenda c’è una famiglia all’apparenza senza problemi. È quello che appare da fuori. Poco alla volta, però, i tormenti domestici filtrano all’esterno. I bimbi a scuola si comportano in modo strano. Prima le insegnanti e poi i servizi sociali intercettano quei malesseri. E a ritroso si arriva alla fonte di un disagio destinato a deflagrare in un processo. È la sezione della squadra mobile della questura di Pisa, che si occupa di reati su donne e minori, a prendersi in carico l’ennesimo fardello. La moglie racconta di una convivenza difficile, quando non è proprio infernale, che dura dal 2008 fino a quest’anno. Nello sfogo alle poliziotte non ci sono solo i maltrattamenti inflitti a lei e ai bimbi, maschio e femmina. Riferisce che dal 2010 al 2012 circa, la bambina (dagli 8 ai 10 anni) avrebbe anche subìto gli assalti sessuali del padre. Questa brutta storia ora diventa un processo. Prima udienza a febbraio.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È una storia delicata in cui le contestazioni devono trovare riscontri davanti ai giudici quella che ieri per un dipendente quarantenne si è trasformata in un processo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata sulla figlia da quando aveva 8 anni fino al decimo compleanno.
Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Donato D’Auria accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Miriam Pamela Romano. L’imputato è difeso dall’avvocato Simona Volpi, mentre le parti civili - la moglie e i figli minori - sono tutelati dall’avvocato Marianna Lupoli.
Le indagini sono state lunghe e con diversi passaggi anche davanti al giudice in occasione degli incidenti probatori a cui sono stati sottoposti i minori e la loro mamma. Si è trattato di acquisire le loro dichiarazioni alla presenza anche del difensore dell’indagato in una sorta di anticipazione del processo per cristallizzare le prove da utilizzare poi in aula. Quanto raccontato servirà a evitare di farli testimoniare al dibattimento pubblico. Quello che dovevano dire è già agli atti.
Al centro della vicenda c’è una famiglia all’apparenza senza problemi. È quello che appare da fuori. Poco alla volta, però, i tormenti domestici filtrano all’esterno. I bimbi a scuola si comportano in modo strano. Prima le insegnanti e poi i servizi sociali intercettano quei malesseri. E a ritroso si arriva alla fonte di un disagio destinato a deflagrare in un processo. È la sezione della squadra mobile della questura di Pisa, che si occupa di reati su donne e minori, a prendersi in carico l’ennesimo fardello. La moglie racconta di una convivenza difficile, quando non è proprio infernale, che dura dal 2008 fino a quest’anno. Nello sfogo alle poliziotte non ci sono solo i maltrattamenti inflitti a lei e ai bimbi, maschio e femmina. Riferisce che dal 2010 al 2012 circa, la bambina (dagli 8 ai 10 anni) avrebbe anche subìto gli assalti sessuali del padre. Questa brutta storia ora diventa un processo. Prima udienza a febbraio.
Pietro Barghigiani
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