Gioco
il retroscena
Voto sul filo, per l’ok del consiglio ai dem potrebbe servire la destra
PISA. Undici emendamenti per cercare di non far naufragare un progetto che se da un lato risponde alle richieste di maggiore sicurezza, dall’altro potrebbe rivelarsi la cartina di tornasole di future...
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PISA. Undici emendamenti per cercare di non far naufragare un progetto che se da un lato risponde alle richieste di maggiore sicurezza, dall’altro potrebbe rivelarsi la cartina di tornasole di future alleanze in vista delle amministrative. E la prima, concreta sfida lanciata all’amministrazione di Marco Filippeschi sull’applicazione del Daspo urbano arriva da Noi Adesso Pisa@-Fratelli d’Italia. Il gruppo di destra punta attraverso la presentazione di undici emendamenti a ridisegnare la mappa di applicazione del dispositivo introdotto dal decreto Minniti. Con piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie che da luoghi di movida potrebbero diventare il campo su cui darsi battaglia.
«Una mappa da reinterpretare per evitare che il Daspo urbano diventi solo uno spot elettorale, ma soprattutto che i fenomeni che il decreto Minniti vuole combattere non emigrino a pochi metri di distanza da dove solitamente si consumano», sottolinea il gruppo consiliare. Che oltre a piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie chiede di estendere il dispositivo ad altre strade e zone del centro cittadino e ai parcheggi a servizio dell’ospedale di Cisanello, per cercare di contrastare i parcheggiatori abusivi.
«Il Daspo è rivolto soprattutto a punti della città interessati da consistenti flussi di persone. Se questi vengono lasciati fuori dalla mappa di applicazione è una contraddizione», tuona Filippo Bedini, portavoce di Fratelli d’Italia e consigliere comunale di Nap-FdI, i cui voti “rischiano” di diventare fondamentali per far passare il provvedimento in consiglio comunale così come quelli di Forza Italia. Una misura che, dopo mesi di annunci (da agosto il sindaco chiede una “corsia preferenziale” per l’applicazione del Daspo), dovrebbe arrivare in consiglio comunale il prossimo 23 novembre, con un ritardo di quasi quindici giorni rispetto alla tabella di marcia prevista dal Pd. Un calendario che ha trovato l’opposizione delle minoranze, che sono riuscite a far slittare l’approdo nell’assemblea cittadina per approfondire un tema per la cui approvazione diventano quasi fondamentali i voti del centrodestra, ma anche della destra non troppo centrista. Con la sinistra a sinistra del Pd intenzionata a dare battaglia contro la «deriva securitaria» della giunta, le perplessità di Mdp e le richieste del Movimento 5 Stelle di estendere la mappa almeno a piazza dei Cavalieri, il documento presentato da Nap-FdI si prefigura come una sorta di diktat.
E un primo avvertimento per cercare di non far naufragare l’applicazione del Daspo e con esso anche un tema, quello della sicurezza, con il quale si giocherà buona parte della prossima campagna elettorale arriva proprio da Bedini: «Abbiamo diviso le nostre richieste in undici emendamenti con la speranza che almeno qualcuno venga accolto. Richieste per noi fondamentali, altrimenti il Daspo lo voteranno solo “loro”».
A chiedere di accelerare il processo di approvazione è invece Edoardo Ziello, segretario comunale della Lega Nord di Pisa. «Il Daspo urbano - sottolinea - anche se si identifica in una misura di pubblica sicurezza non definitiva e completa rappresenta un tentativo di ampliamento dei poteri delle amministrazioni locali in materia di sicurezza e decoro che non può essere assolutamente bloccata dal buonismo della sinistra “ornamentale” pisana».
(d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Una mappa da reinterpretare per evitare che il Daspo urbano diventi solo uno spot elettorale, ma soprattutto che i fenomeni che il decreto Minniti vuole combattere non emigrino a pochi metri di distanza da dove solitamente si consumano», sottolinea il gruppo consiliare. Che oltre a piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie chiede di estendere il dispositivo ad altre strade e zone del centro cittadino e ai parcheggi a servizio dell’ospedale di Cisanello, per cercare di contrastare i parcheggiatori abusivi.
«Il Daspo è rivolto soprattutto a punti della città interessati da consistenti flussi di persone. Se questi vengono lasciati fuori dalla mappa di applicazione è una contraddizione», tuona Filippo Bedini, portavoce di Fratelli d’Italia e consigliere comunale di Nap-FdI, i cui voti “rischiano” di diventare fondamentali per far passare il provvedimento in consiglio comunale così come quelli di Forza Italia. Una misura che, dopo mesi di annunci (da agosto il sindaco chiede una “corsia preferenziale” per l’applicazione del Daspo), dovrebbe arrivare in consiglio comunale il prossimo 23 novembre, con un ritardo di quasi quindici giorni rispetto alla tabella di marcia prevista dal Pd. Un calendario che ha trovato l’opposizione delle minoranze, che sono riuscite a far slittare l’approdo nell’assemblea cittadina per approfondire un tema per la cui approvazione diventano quasi fondamentali i voti del centrodestra, ma anche della destra non troppo centrista. Con la sinistra a sinistra del Pd intenzionata a dare battaglia contro la «deriva securitaria» della giunta, le perplessità di Mdp e le richieste del Movimento 5 Stelle di estendere la mappa almeno a piazza dei Cavalieri, il documento presentato da Nap-FdI si prefigura come una sorta di diktat.
E un primo avvertimento per cercare di non far naufragare l’applicazione del Daspo e con esso anche un tema, quello della sicurezza, con il quale si giocherà buona parte della prossima campagna elettorale arriva proprio da Bedini: «Abbiamo diviso le nostre richieste in undici emendamenti con la speranza che almeno qualcuno venga accolto. Richieste per noi fondamentali, altrimenti il Daspo lo voteranno solo “loro”».
A chiedere di accelerare il processo di approvazione è invece Edoardo Ziello, segretario comunale della Lega Nord di Pisa. «Il Daspo urbano - sottolinea - anche se si identifica in una misura di pubblica sicurezza non definitiva e completa rappresenta un tentativo di ampliamento dei poteri delle amministrazioni locali in materia di sicurezza e decoro che non può essere assolutamente bloccata dal buonismo della sinistra “ornamentale” pisana».
(d.r.)
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