Sicurezza
Caso Romano, M5S scrive al rettore: «Ora trasparenza»
Giacomo Giannarelli (nella foto), presidente del gruppo consiliare M5S in consiglio regionale, ha scritto al rettore dell’Università di Pisa a seguito della sentenza del Tar regionale in merito al...
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Giacomo Giannarelli (nella foto), presidente del gruppo consiliare M5S in consiglio regionale, ha scritto al rettore dell’Università di Pisa a seguito della sentenza del Tar regionale in merito al caso Romano. Esplicita la richiesta di una “nuova commissione” che dovrà valutare con più attenzione i titoli presentati dai candidati per la cattedra di Economia aziendale assegnata dall’Università di Pisa dove non abbiano «un ruolo né trovino posto» persone “implicate anche indirettamente nella vicenda che ha dato luogo al ricorso davanti al Tar e a un’inchiesta per abuso d’ufficio». Di seguito il testo integrale della lettera: «Magnifico Rettore, qualche settimana fa il Tar si è pronunciato sulla nota vicenda del concorso per una cattedra di Economia Aziendale nel Dipartimento di Economia e management dell’Università di Pisa. A impugnare l’esito del concorso è stata la dottoressa Giulia Romano, la quale riteneva che il bando fosse stato “cucito su misura” per il candidato risultato poi vincente.
Il Tar ha dato ragione alla dottoressa Romano. Secondo il Tar, infatti, il bando sarebbe stato impostato in modo non conforme secondo le indicazioni della legge Gelmini. In esso doveva essere indicato il settore specifico senza prendere in riferimento altri elementi che, invece, nel bando erano stati inseriti a vantaggio del candidato poi vittorioso. Secondo il Tar, poi, “la commissione non ha compiuto una esauriente comparazione dei titoli didattici dei due candidati, tale che il pari o diverso livello qualitativo di essi sul punto non è emerso”. Adesso una nuova commissione dovrà valutare con più attenzione i titoli presentati dai candidati. Appare più che mai opportuno, anche a seguito dei rilievi mossi dal Tar in merito al modus operandi della commissione, che nella nomina della nuova commissione non abbiano un ruolo né trovino posto persone implicate nella vicenda che ha dato luogo, non solo al ricorso al Tar, ma anche a un’inchiesta per abuso d’ufficio».
Il Tar ha dato ragione alla dottoressa Romano. Secondo il Tar, infatti, il bando sarebbe stato impostato in modo non conforme secondo le indicazioni della legge Gelmini. In esso doveva essere indicato il settore specifico senza prendere in riferimento altri elementi che, invece, nel bando erano stati inseriti a vantaggio del candidato poi vittorioso. Secondo il Tar, poi, “la commissione non ha compiuto una esauriente comparazione dei titoli didattici dei due candidati, tale che il pari o diverso livello qualitativo di essi sul punto non è emerso”. Adesso una nuova commissione dovrà valutare con più attenzione i titoli presentati dai candidati. Appare più che mai opportuno, anche a seguito dei rilievi mossi dal Tar in merito al modus operandi della commissione, che nella nomina della nuova commissione non abbiano un ruolo né trovino posto persone implicate nella vicenda che ha dato luogo, non solo al ricorso al Tar, ma anche a un’inchiesta per abuso d’ufficio».
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