Sicurezza
LA SFIDA DI NEW YORK
Runner stoico, con un piede ko riesce a finire la maratona
PISA. Volere è potere. E per coronare il sogno di correre la maratona di New York, la più importante e affascinante del mondo, ha sfidato il dolore causato da una microfrattura alla base del...
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PISA. Volere è potere. E per coronare il sogno di correre la maratona di New York, la più importante e affascinante del mondo, ha sfidato il dolore causato da una microfrattura alla base del metatarso del piede destro. Un infortunio procuratosi mentre si allenava poco più di una settimana prima di partire per la Big Apple. Lui è Stefano Carmignani, pisano, informatico, autore di libri di sport, con una passione per il podismo è stato protagonista di una storia da libro cuore. Per percorrere i 42 chilometri ha impiegato quasi 9 ore arrivando tra gli ultimi dieci che hanno concluso la gara. Ma ce l’ha fatta a prendersi quella medaglia che viene consegnata a tutti coloro che terminano la maratona è stata una delle più grandi soddisfazioni della sua vita. Assieme a lui sono partiti dall’aeroporto di Pisa, Roberto Iannett, Marco Infortugno e Federico Simili, tre maratoneti veri che vivono o lavorano nella città della Torre Pendente. «In undici mesi sono riuscito a correre la mezza maratona di Pisa - dice - e poi durante un allenamento mi sono procurato la micro frattura al piede destro. Pensavo di dover rinunciare a un sogno, ma ormai era tutto prenotato e sono partito con Roberto e gli altri due amici che mi hanno motivato spingendomi oltre i miei limiti. Così ho fatto una pazzia: gareggiare pur sapendo che non avrei potuto correre e avrei camminato, pur claudicante, nel modo più veloce possibile». Così con indosso una maglia rossa con lo stemma del Pisa è arrivato al traguardo in 9 ore e 35 minuti. Tra gli ultimi dieci che hanno concluso nel tempo limite consentito la gara. «Ventuno chilometri li ho fatti in 4 ore. Sono crollato negli ultimi nove chilometri. Ringrazio il mio fisioterapista (Dario Dalla Bartola), Roberto, Marco, Federico e Manuel Comerci che è stato il mio nutrizionista le due settimane prima della maratona. Mi ha colpito l’incitamento della gente di New York che si riversa sulle strade ad applaudire e spingere tutti i partecipanti con un calore che mi ha commosso».
Luca Tronchetti
Luca Tronchetti
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