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Rocca, petizione a quota 3580 firme

Rocca, petizione a quota 3580 firme

Italiani e stranieri con l’associazione nata per salvare il monumento

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SAN GIULIANO TERME. Oltre tremila persone hanno firmato la petizione promossa dall’associazione “Salviamo la Rocca di Ripafratta”, per chiedere a Regione, Comune e Mibact di farsi carico dello storico monumento che da anni versa in stato di abbandono. Sono 3580 cittadini, italiani e stranieri, che hanno aderito all’appello del battagliero comitato di ripafrattesi che lotta per salvare il complesso architettonico eretto nel Medioevo sul colle Vergario a Ripafratta.

Negli scorsi mesi il Comune ha chiesto agli eredi della famiglia che ne ha la proprietà di donarlo all’amministrazione: una richiesta di fatto caduta nel vuoto. «Giovedì scorso abbiamo incontrato sindaco, vicesindaco e l’assessore alla cultura per riparlare della Rocca; visto il silenzio dei proprietari, abbiamo iniziato a lavorare su un altro progetto: vorremmo costituire un ente terzo, un'associazione con personalità giuridica, i cui soci siano il Comune, Salviamo La Rocca e altre realtà associative e istituzionali del territorio che vorranno aderire – spiega il presidente Francesco Noferi -. Tale ente prenderebbe in carico la questione della Rocca, potrebbe fare attività di fundraising e crowdfunding, coinvolgendo come sponsor e mecenati, le attività produttive sul territorio (penso sia alle piccole-medie realtà che alle aziende di grandi dimensioni sul pisano), e ragionare anche su proprietà e gestione della Rocca, dialogando con l'attuale proprietà per capirne le intenzioni. Tutto questo con l'obiettivo minimo di rendere la Rocca sicura e accessibile. Il Comune si è detto interessato».

I soci “Salviamo la Rocca” con esperienza di gestione aziendale stanno realizzando un approfondimento proprio sui modelli di gestione economica (vero scoglio sollevato da ASK a suo tempo), confrontandosi con le altre realtà simili sul territorio toscano che vantano esperienze di successo, come quella di Borgo Murato a Vicopisano. «Siamo disponibili ad ascoltare i pareri e le opinioni di tutti, a cominciare dalla proprietà, per capire se in effetti la cessione (onerosa o meno) è possibile e in che termini potrebbe essere coinvolto questo nuovo ente da costituire. Nelle prossime settimane ci piacerebbe incontrare i rappresentanti della proprietà e esporre la cosa anche a loro», dice Noferi. Intanto, grazie ad una delibera di giunta, i soci dell’associazione potranno tenere visite guidate senza scopo di lucro sul territorio di Ripafratta e sui suoi monumenti: un modo per far conoscere i beni da salvare. Infine, nel 2018 sarà realizzato un piccolo museo sulla Rocca e il suo territorio, in alcune sale di Villa Danielli Stefanini a Ripafratta.

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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