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«Possiamo essere come Oxford ma i servizi sono da potenziare»

«Possiamo essere come Oxford ma i servizi sono da potenziare»

PISA. «Una condivisione di forze in grado di avere una potenza di livello mondiale», così celebra la firma dell’accordo Marco Gesi, prorettore ai rapporti con il territorio dell’Università di Pisa....

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PISA. «Una condivisione di forze in grado di avere una potenza di livello mondiale», così celebra la firma dell’accordo Marco Gesi, prorettore ai rapporti con il territorio dell’Università di Pisa. Un modo per rendere l’idea sulle potenzialità di un lavoro di squadra a favore della città in primo luogo, ma anche dei singoli attori, che peraltro già possono vantare singolarmente vetrine internazionali. È il caso della Scuola Normale, il cui direttore Vincenzo Barone spinge ulteriormente sull’acceleratore: «Da scienziato dico, e non da ora, che la scienza va allargata ai beni culturali e ad un’applicazione che riguardi a 360 gradi la qualità della vita. Credo che a Pisa ci siano le potenzialità per un realizzare un sistema universitario del livello di Londra e Parigi, con il vantaggio di avere anche una grande area di ricerca come quella del Cnr».

Ma come riuscire nell’impresa? Cosa manca per compiere il salto di qualità? «I servizi», suggerisce Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Sant’Anna. «C’è un nuovo asse che cresce ed è quello che si sta sviluppando dal Cnr verso l’ospedale di Cisanello, lungo via Moruzzi, dove si trovano il Dipartimento di Chimica, la residenza studentesca, le nuove realizzazioni della Fondazione Pisa, la futura costruzione della Scuola Sant’Anna. Un decentramento, finalmente, ma in un’area non servita dai mezzi pubblici. Essere ben collegati è però un presupposto essenziale per diventare città della scienza. Mentre la presenza dell’aeroporto Galilei è un’opportunità assai preziosa per i ricercatori di raggiungere Pisa».

La speranza di una città universitaria modello Oxford o Cambridge viene ripresa da Domenico Laforenza, presidente dell’area Cnr a San Cataldo. «A Pisa - dice - ci sono possibilità di sviluppo socio-economiche non ancora sfruttate. Un coordinamento maggiore, come quello che si vuole realizzare con questa intesa, deve dare una spinta importante per riuscire a costruire un’offerta turistica che abbia come basi la scienza e le eccellenti realtà locali dell’alta formazione e della ricerca».

Due su questo fronte le ipotesi messe sul tavolo da Marco Filippeschi: un “pacchetto” molto interessante per le scuole «che possono trovare qui - dice il sindaco - numerose opportunità didattiche»; e «la possibilità di far crescere una piccola industria editoriale» della cultura scientifica. Dunque, secondo Filippeschi, si aprono in questo modo «gli spazi per ambiti economici aggiuntivi a favore della città ed opportunità occupazionali». (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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