Gioco
Medici di famiglia e pediatri: in futuro potrebbero mancare
di Gian Ugo Berti
PISA. “A. A. A. Medici di Famiglia cercasi”. Fra qualche anno questa ipotesi, al momento lontana, potrebbe invece diventare drammatica realtà. Molti vanno in pensione, mentre pochi sono i giovani...
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PISA. “A. A. A. Medici di Famiglia cercasi”. Fra qualche anno questa ipotesi, al momento lontana, potrebbe invece diventare drammatica realtà. Molti vanno in pensione, mentre pochi sono i giovani medici di medicina generale abilitati a sostituirli. Discorso analogo per i pediatri di libera scelta. Mentre continua la “fuga dei cervelli”. Situazioni già note, ma verso le quali nessuno mette mano. Se ne fa interprete il presidente provinciale dell’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri, Giuseppe Figlini.
Medici di famiglia. Nei prossimi cinque anni, in Toscana, andranno in pensione circa mille e cinquecento medici di medicina generale. A fronte di ciò, ne usciranno dai corsi di formazione – e quindi abilitati – 350. Dunque avremo, nel prossimo futuro, una grave carenza di medici di famiglia. Si tratta d’una situazione grave, che coinvolge molte regioni italiane. Questo avviene perché i posti programmati per i tirocini sono insufficienti. In Toscana, al concorso d’ammissione si sono presentati in 800 persone per 78 posti. Un medico neolaureato deve fare tre anni di tirocinio in medicina generale a 800 euro mensili, poi superare l’esame ed ottenere così l’idoneità. Lo stesso avviene per le specializzazione (3-5 anni, mille e settecento euro al mese). Ed ecco il problema: i laureati in medicina e chirurgia, in Italia, sono diecimila all’anno. Di questi, in media, settemila entrano nelle scuole di specializzazione o nei corsi di medicina generale, tremila rimangono senza lavoro. A queste condizioni, è improponibile ovviare al massiccio, progressivo calo di medici di famiglia. Impossibile, in particolare, è aumentare il massimale degli assistiti attualmente a mille e cinquecento. Se non programmiamo dunque una svolta radicale, fra dieci anni, si potrà trovare sui giornali un annuncio del tipo “A. A. A. Medico di famiglia cercasi”. Un italiano su sei, senza assistenza medica. I numeri parlano chiaro. I concorrenti all’iscrizione per la facoltà di Medicina e Chirurgia a Pisa sono stati 1596 per 256 posti disponibili.
Pediatri. Analogo discorso si può fare per i pediatri di libera scelta. Dopo la laurea, infatti, obbligatoria è la specializzazione in pediatria che, però, è a posti limitati nelle Università. Occorrono anche qui più posti. Si sta cioè creando un buco sempre più grande. In sostanza, l’assistenza territoriale nel nostro Paese è già a rischio. Prima o poi arriverà il botto. Campanelli d’allarme ne suonano un po’dappertutto, ma nessuno li ascolta.
Medici italiani bravi. I medici italiani sono bravi, tra i migliori a livello internazionale. Vuol dire che la qualità della loro preparazione è ai massimi livelli. Occorre, però, fare una riflessione. Le fughe all’estero non sono una casualità. Esistono cioè i motivi per costringere tanti giovani ad andarsene. Pochi ritorneranno. Nell’Unione Europea, su cento neolaureati che vanno all’estero, la metà sono italiani. Seconda riflessione, questa volta economica e che tocca il cittadino contribuente. Dalle nostre tasche, escono soldi per sostenere i percorsi universitari. Quindi, per ogni medico che se ne va, è come aver buttato i soldi dalla finestra. Quanto può andare avanti così? Di questi problemi se parlerà oggi alla tradizionale “Giornata del Medico” che si svolgerà a Pisa, presso l’Hotel Galilei”.
Medici di famiglia. Nei prossimi cinque anni, in Toscana, andranno in pensione circa mille e cinquecento medici di medicina generale. A fronte di ciò, ne usciranno dai corsi di formazione – e quindi abilitati – 350. Dunque avremo, nel prossimo futuro, una grave carenza di medici di famiglia. Si tratta d’una situazione grave, che coinvolge molte regioni italiane. Questo avviene perché i posti programmati per i tirocini sono insufficienti. In Toscana, al concorso d’ammissione si sono presentati in 800 persone per 78 posti. Un medico neolaureato deve fare tre anni di tirocinio in medicina generale a 800 euro mensili, poi superare l’esame ed ottenere così l’idoneità. Lo stesso avviene per le specializzazione (3-5 anni, mille e settecento euro al mese). Ed ecco il problema: i laureati in medicina e chirurgia, in Italia, sono diecimila all’anno. Di questi, in media, settemila entrano nelle scuole di specializzazione o nei corsi di medicina generale, tremila rimangono senza lavoro. A queste condizioni, è improponibile ovviare al massiccio, progressivo calo di medici di famiglia. Impossibile, in particolare, è aumentare il massimale degli assistiti attualmente a mille e cinquecento. Se non programmiamo dunque una svolta radicale, fra dieci anni, si potrà trovare sui giornali un annuncio del tipo “A. A. A. Medico di famiglia cercasi”. Un italiano su sei, senza assistenza medica. I numeri parlano chiaro. I concorrenti all’iscrizione per la facoltà di Medicina e Chirurgia a Pisa sono stati 1596 per 256 posti disponibili.
Pediatri. Analogo discorso si può fare per i pediatri di libera scelta. Dopo la laurea, infatti, obbligatoria è la specializzazione in pediatria che, però, è a posti limitati nelle Università. Occorrono anche qui più posti. Si sta cioè creando un buco sempre più grande. In sostanza, l’assistenza territoriale nel nostro Paese è già a rischio. Prima o poi arriverà il botto. Campanelli d’allarme ne suonano un po’dappertutto, ma nessuno li ascolta.
Medici italiani bravi. I medici italiani sono bravi, tra i migliori a livello internazionale. Vuol dire che la qualità della loro preparazione è ai massimi livelli. Occorre, però, fare una riflessione. Le fughe all’estero non sono una casualità. Esistono cioè i motivi per costringere tanti giovani ad andarsene. Pochi ritorneranno. Nell’Unione Europea, su cento neolaureati che vanno all’estero, la metà sono italiani. Seconda riflessione, questa volta economica e che tocca il cittadino contribuente. Dalle nostre tasche, escono soldi per sostenere i percorsi universitari. Quindi, per ogni medico che se ne va, è come aver buttato i soldi dalla finestra. Quanto può andare avanti così? Di questi problemi se parlerà oggi alla tradizionale “Giornata del Medico” che si svolgerà a Pisa, presso l’Hotel Galilei”.
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