La manifestazione
Testamento conteso l’unica erede rischia un processo per falso
PISA. Colpo di scena nella battaglia per l’eredità milionaria del campione di ciclismo butese Cesare Del Cancia, morto nel 2011. Quella che per la Procura della Repubblica di Pisa era un’inchiesta su...
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PISA. Colpo di scena nella battaglia per l’eredità milionaria del campione di ciclismo butese Cesare Del Cancia, morto nel 2011.
Quella che per la Procura della Repubblica di Pisa era un’inchiesta su cui l’archiviazione doveva mettere una pietra tombale non è stata ritenuta tale dal giudice per le indagini preliminari, Pietro Murano, che ha accolto l’opposizione presentata da una delle due anziane e battagliere nipoti del campione.
Il giudice Murano ha quindi disposto l’imputazione coatta nei confronti di Fernanda Del Cancia, indagata per i reati previsti dagli articoli 485 e 491 del codice penale e commessi – secondo l’accusa – a Pisa il 12 maggio 2008.
Secondo il pubblico ministero Aldo Mantovani, era intervenuta la prescrizione del reato, in quanto il testamento olografo di cui si presume la falsità porta la data del 12 maggio 2008, né vi sono elementi per ritenere che il testamento sia stato redatto successivamente.
L’avvocato Rolando Rossi, che assiste l’altra nipote di Del Cancia, Maria, ha presentato un’opposizione che contesta la prescrizione: conta quando la scrittura privata produce effetti giuridici nei confronti dei terzi. Di conseguenza il giudice per le indagini preliminari ha disposto la restituzione degli atti al pm perché formuli l’imputazione coatta nei confronti di Fernanda Del Cancia, visto che il momento in cui, secondo l’ipotesi accusatoria, si è consumato il reato è quello della pubblicazione del testamento olografo, redatto il 12 maggio 2008. Pubblicazione avvenuta, ovviamente, dopo la morte del campione.
Tutto inizia quando, alla morte del campione, la nipote Fernanda, 70 anni, esibisce un testamento in cui viene indicata come erede universale dei beni dello zio. Maria Del Cancia, 86 anni, l’altra nipote del campione, crede che sia un atto falso. La querela viene depositata in Procura, ma nel febbraio 2016 il pubblico ministero opta per una richiesta di archiviazione discussa pochi giorni fa. Per il Gip il processo si deve fare.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quella che per la Procura della Repubblica di Pisa era un’inchiesta su cui l’archiviazione doveva mettere una pietra tombale non è stata ritenuta tale dal giudice per le indagini preliminari, Pietro Murano, che ha accolto l’opposizione presentata da una delle due anziane e battagliere nipoti del campione.
Il giudice Murano ha quindi disposto l’imputazione coatta nei confronti di Fernanda Del Cancia, indagata per i reati previsti dagli articoli 485 e 491 del codice penale e commessi – secondo l’accusa – a Pisa il 12 maggio 2008.
Secondo il pubblico ministero Aldo Mantovani, era intervenuta la prescrizione del reato, in quanto il testamento olografo di cui si presume la falsità porta la data del 12 maggio 2008, né vi sono elementi per ritenere che il testamento sia stato redatto successivamente.
L’avvocato Rolando Rossi, che assiste l’altra nipote di Del Cancia, Maria, ha presentato un’opposizione che contesta la prescrizione: conta quando la scrittura privata produce effetti giuridici nei confronti dei terzi. Di conseguenza il giudice per le indagini preliminari ha disposto la restituzione degli atti al pm perché formuli l’imputazione coatta nei confronti di Fernanda Del Cancia, visto che il momento in cui, secondo l’ipotesi accusatoria, si è consumato il reato è quello della pubblicazione del testamento olografo, redatto il 12 maggio 2008. Pubblicazione avvenuta, ovviamente, dopo la morte del campione.
Tutto inizia quando, alla morte del campione, la nipote Fernanda, 70 anni, esibisce un testamento in cui viene indicata come erede universale dei beni dello zio. Maria Del Cancia, 86 anni, l’altra nipote del campione, crede che sia un atto falso. La querela viene depositata in Procura, ma nel febbraio 2016 il pubblico ministero opta per una richiesta di archiviazione discussa pochi giorni fa. Per il Gip il processo si deve fare.
Sabrina Chiellini
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