Il Tirreno

Pisa

L’IMMOBILIARE FALLITA NEL 2015 HA 100MILA MQ DI TERRENI  

Offerte concrete dalla cantieristica per “comprare” la Sviluppo Navicelli

PISA. Qualcosa si muove. Non sono solo le richieste di informazioni più o meno superficiali ricevute nei mesi scorsi. C’è chi si è fatto avanti per elaborare una proposta concreta di concordato...

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PISA. Qualcosa si muove. Non sono solo le richieste di informazioni più o meno superficiali ricevute nei mesi scorsi.

C’è chi si è fatto avanti per elaborare una proposta concreta di concordato fallimentare nella vicenda della Sviluppo Navicelli Spa.

Si tratta di una società pronta a sborsare una cifra che il Tribunale dovrà ritenere adeguata e i creditori accettabile per chiudere la procedura concorsuale con tempi abbreviati rispetto all’iter delle eventuali aste immobiliari. E con un maggior ristoro per chi attende soldi dalla Spa dichiarata fallita dal Tribunale nel maggio 2015.

A fronte di un passivo di una quarantina di milioni di euro accertato dal curatore, il commercialista Maurizio Roventini, l’offerta non potrebbe essere inferiore ai 15-20 milioni di euro. Importi più bassi difficilmente verrebbero accolti.

L’asset principale della Sviluppo Navicelli è rappresentato dai terreni. Almeno 100mila metri quadrati di superficie a destinazione commerciale e per attività produttive.

Su quel suolo si trova anche un impianto a energia solare nel parcheggio di fronte all’Ikea, ma è residuale per volume e valore rispetto agli ettari su cui si può costruire in un’area sempre più dinamica dopo l’arrivo della multinazionale dell’arredamento casalingo.

Tra i soggetti che hanno dimostrato maggiore interesse al concordato fallimentare in prima fila ci sono gruppi della cantieristica.

Non solo quelli che sono già in zona e che vedrebbero ampliare i propri spazi per un’espansione fisiologica, ma anche imprese di fuori regione.

L’obiettivo è di chiudere entro l’anno. Se dovesse sfumare l’arrivo di chi ora valuta l’acquisto a prezzo vantaggioso dei beni della Spa, da gennaio ci sarà un’accelerazione per mettere all’asta i terreni.

Con il risultato di avere tempi allungati ed eventuali incassi scontati da girare ai creditori.

Nella top ten di chi attende di essere pagato il primo nome è quello della Banca di Pisa e Fornacette con 11,7 milioni di euro. A seguire Banco Popolare con 6,8 milioni di euro, Equitalia Centro Spa con 4,3 milioni, Comune di Pisa con 3 milioni, Panchetti con 1,7 milioni.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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