Toscana
convegno
Malattie rare del sangue incontro tra medici e familiari
PISA. Sono malattie rare del sangue, debilitanti e poco conosciute. Si chiamano mieloproliferative. In Toscana la prevalenza è di 24-25 casi per 100.000 abitanti. Se in passato per questi tumori del...
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PISA. Sono malattie rare del sangue, debilitanti e poco conosciute. Si chiamano mieloproliferative. In Toscana la prevalenza è di 24-25 casi per 100.000 abitanti. Se in passato per questi tumori del sangue la prognosi non era buona, grazie alle nuove terapie mirate migliorano sopravvivenza e qualità di vita e si consolida la prospettiva della cronicizzazione. Alle 15 di oggi (alla Domus Comeliana, via Cardinale Maffi 48) farà tappa “Insieme verso Domani”, una serie d’incontri d’informazione tra specialisti ematologi e familiari.
«Abbiamo aderito a questa iniziativa, proposta da Novartis, con grande piacere perché sappiamo quanto utili siano questi incontri. Abbiamo già sperimentato tali iniziative per la leucemia mieloide cronica ed i pazienti sono stati entusiasti - dichiara Sara Galimberti, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Sezione di Ematologia dell’Università degli Studi di Pisa - e queste iniziative servono anche a diffondere la conoscenza sulle malattie mieloproliferative e ci permettono di essere più vicini ai pazienti in un contesto diverso dall’ospedale e in un’atmosfera rilassata. L’unione fa la forza e, in questo caso, anche il coraggio».
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Abbiamo aderito a questa iniziativa, proposta da Novartis, con grande piacere perché sappiamo quanto utili siano questi incontri. Abbiamo già sperimentato tali iniziative per la leucemia mieloide cronica ed i pazienti sono stati entusiasti - dichiara Sara Galimberti, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Sezione di Ematologia dell’Università degli Studi di Pisa - e queste iniziative servono anche a diffondere la conoscenza sulle malattie mieloproliferative e ci permettono di essere più vicini ai pazienti in un contesto diverso dall’ospedale e in un’atmosfera rilassata. L’unione fa la forza e, in questo caso, anche il coraggio».
Gian Ugo Berti
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