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La "nuova" Arena passa da un bando di gara: ecco cosa significa

La "nuova" Arena passa da un bando di gara: ecco cosa significa

Nuovi dettagli sul complesso iter per i lavori all'impianto sportivo: il fondo Dea Capital Real Estate ad essere interessato all'operazione. Il ruolo del Pisa Sc

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PISA. Il restyling dell’Arena dovrà prevedere, tra l’altro, un bando di gara. La procedura per il “nuovo” stadio muove i primi passi di un iter assai articolato e complicato. Condizioni e dettagli ulteriori sul progetto sono emersi ieri in consiglio comunale dopo una risposta dell’assessora all’urbanistica Ylenia Zambito ad un question time del gruppo Una città in comune-Prc. «Abbiamo ricevuto uno studio di fattibilità - ha spiegato l’assessora - da parte del fondo Dea Capital Real Estate, società di gestione del risparmio che ha manifestato l’interesse ad acquisire il bene nell’ambito di un più complessivo progetto di valorizzazione. Soltanto dopo avere ottenuto la stima sul valore ed avere approvato la delibera di inserimento del bene nel piano delle alienazioni sarà possibile fare un bando pubblico per la cessione al fondo, che nel frattempo dovrà essersi costituito per avere la disponibilità dell’impianto e da allora scatteranno 180 giorni per la variante urbanistica. Da parte nostra c’è la piena disponibilità a seguire in modo approfondito tutti i passaggi».

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A questo punto occorre precisare una serie di elementi. In attesa che il progetto venga definito dal punto di vista urbanistico, dovranno essere compiuti una serie di determinanti passaggi burocratico-finanziari. Attore principale il fondo Dea Capital, che opera all’interno di Invimit, società controllata dal ministero dell’Economia, con apporto anche di capitali privati (ne dovrebbe far parte anche il Pisa Sc in qualche forma attraverso l’acquisizione di quote). Alla fine del periodo di conferimento lo stadio tornerà al Comune. Il Pisa Sc utilizzerà l’Arena in base ad un accordo che dovrà sottoscrivere con Dea Capital.

La stima dello stadio, che ora è il prossimo snodo fondamentale dell’iter, serve a Dea per stabilire con precisione l’investimento, quanto potrà durante il conferimento in modo da rientrare dai costi e quindi su che basi (durata, canone, eccetera) potrà essere fatto l’accordo con il Pisa Sc che, a sua volta, trarrà reddito dal rinnovato impianto grazie all’organizzazione di eventi (anche non sportivi) ed agli spazi commerciali. Il passaggio ulteriore è che dovrà essere fatta una gara da parte del Comune. Al restyling dell’Arena potranno dunque concorrere, sulla carta, anche soggetti privati diversi dalla Dea Capital. Un atto di trasparenza in più. E tempi di realizzazione ora difficili da ipotizzare. Francesco Loi 

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