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Pisa

Teatro Rossini, la gestione verrà affidata a un privato

Teatro Rossini, la gestione verrà affidata a un privato

L’idea di Cipriani per rilanciare il polo culturale: facciamo un bando e selezioniamo la compagnia migliore sul territorio. Il contributo del Comune? Solo 22mila euro

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SAN GIULIANO TERME. Nomi o titoli ancora non ne ha in mente. Ma ha deciso di dare una svolta al Rossini puntando su una «programmazione di alta qualità». E soprattutto esternalizzando la gestione del teatro a un privato. Addio controllo in house con un comitato di indirizzo formato dalle associazioni del territorio, e addio soprattutto all’affidamento alla Geste.

La partecipata della strade di San Giuliano si occuperà di logistica, manutenzione ma anche del guardaroba, delle attrezzature del palco e delle luci al Rossini di Pontasserchio ancora fino a fine anno, poi Palazzo Niccolini «varerà un bando per assegnare la direzione artistica e tutta la gestione del teatro a una compagnia del territorio che dimostri di poterlo rilanciare con un progetto serio, riportando a San Giuliano un calendario di spettacoli, concerti ed eventi di valore», dice Luciana Cipriani.

L’assessora alla cultura è entrata nella giunta di Sergio Di Maio a giugno scorso dopo le dimissioni di Sonia Pieraccioni, dovute all’impossibilità di continuare a coniugare impegni istituzionali con quelli professionali e familiari. Certo è però che nel passaggio di testimone il sindaco questa volta ha scelto un addetto ai lavori. Cipriani ha alle spalle molta esperienza teatrale e l’idea era proprio quella di puntare su di lei per risollevare un centro di cultura del territorio entrato in crisi con la fine della gestione Politeama.

Fino a giugno 2016, la direzione artistica del teatro cascinese organizzava anche la programmazione del Rossini. Ma l’elezione di Susanna Ceccardi ha convinto il Pd ha riprendersi le redini del palco di Pontasserchio.

«La nostra volontà è quella di scegliere con un bando una compagnia che sappia organizzare una programmazione di qualità, innanzitutto che preveda la riapertura domenicale con spettacoli dedicati ai bambini, ma anche un cartellone di date e concerti per gli adulti».

Ma che format immagina giunta Cipriani per il Rossini? Teatro pop, più tradizionale o sperimentale e d’essai? Gabriele Lavia, Marco Paolini, Elisabetta Salvatori sono nomi impossibili da portare?

«Non lo escludo - dice Cipriani - Ma adesso non sono importanti i nomi. Ci dovrà essere una forte predilezione per i ragazzi e un filo diretto con le scuole. E mi piacerebbe poter vedere anche spettacoli di danza. Io vorrei comunque collaborare e mi piacerebbe non si disperdesse il contributo delle associazioni che oggi partecipano al comitato di indirizzo. Certo, chi arriverà dovrà sobbarcarsi una parte del rischio di impresa». La scommessa è questa: l’autosufficienza. La compagnia si paga da sé. Con una platea da circa 200 posti, chi subentra nella gestione del Rossini non potrà contare su grandi contributi comunali. «Potremo assicurare il pagamento delle utenze», dice Cipriani. «Più o meno la stessa cifra destinata a Geste finora per la manutenzione , il servizio di pulizia, apertura e chiusura dell’edificio, e cioè 22 mila euro», dice Carlo Guelfi, assessore al bilancio.

«Credo possa diventare qualcosa di più che un piccolo teatro di paese - dice Cipriani - Vorrei non solo attrarre chi abita a San Giuliano o a Pisa ma anche molto spettatori lucchesi. In fondo Lucca è a due passi da noi».

Mario Neri



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