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Pisa

Ragazzi da soli all’uscita? Pisa dice sì

Ragazzi da soli all’uscita? Pisa dice sì

Enti locali al lavoro per venire incontro alle famiglie e difendere l’educazione all’autonomia

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PISA. Le scuole pisane a confronto sul da farsi in merito all’obbligo, per gli alunni delle scuole secondarie di primo grado di essere “consegnati” a un genitore o comunque a un suo delegato maggiorenne all’uscita da scuola.

Ìl tema è al cnetro del dibattito, a livello nazionale, da settimane. E se ne è parlato anche nella Conferenza educativa zonale dei sei Comuni di Area pisana con le direzioni scolastiche dei 14 istituti comprensivi della zona. «Sono state condivise le problematiche e le criticità, emerse in questo periodo con particolare intensità, legate all'autonomia nell'uscita da scuola dei ragazzi e delle ragazze che frequentano le scuole secondarie di primo grado - fanno sapere i rappresentanti delle scuole e delle amministrazioni comunali in una nota - alla connessa responsabilità di dirigenti e insegnanti e alla situazione delle famiglie dei ragazzi e delle ragazze. Tra le questioni organizzative, oltre alle difficoltà delle famiglie dove entrambi i genitori lavorano, a prendere i figli in uscita, è emersa la notevole dilatazione dei tempi di uscita che si verrebbe a creare se ogni studente dovesse essere affidato ad una persona adulta o al servizio scuolabus». Tutti d’accordo su un punto: difendere l’educazione all'autonomia dei ragazzi. Non solo. «Dall'incontro si è alzata, con voce unica, la richiesta al nostro parlamento, di portare a compimento quanto prima l'iter per giungere all'approvazione di una legge che garantisca, al contempo, la sicurezza e l'autonomia dei ragazzi, pilastro della loro crescita, dando ai genitori la libertà di scegliere se far tornare i loro figli a casa da soli o meno e sostenere dirigenti e insegnanti nella gestione delle responsabilità connesse» prosegue la nota. Nel frattempo «sono state individuate e discusse soluzioni che possano alleviare le difficoltà logistiche fino all'auspicata approvazione della norma. Tra queste, il sistema delle deleghe per le uscite, servizi aggiuntivi gestiti dagli istituti comprensivi e così via. Contestualmente, le amministrazioni comunali si impegnano a fare tutto quanto è nelle loro possibilità per supportare gli istituti comprensivi, sostenendoli nella logistica e attuando soluzioni pratiche per agevolare, in ogni modo, le uscite da scuola dei ragazzi. È stata dunque unanimemente adottata la decisione di utilizzare un tempo congruo per completare lo studio di queste soluzioni, da qui fino alla prima settimana di dicembre. Dopo questa data, le soluzioni messe a punto verranno adottate, in attesa della auspicata soluzione legislativa. In questo modo, le 20 Istituzioni autonome, ovvero 6 Amministrazioni Comunali e 14 Istituti Comprensivi hanno inteso muoversi con coerenza educativa e spirito di comunità stringendosi attorno alle famiglie, assumendo su di sé delle responsabilità per alleviare il disagio organizzativo delle famiglie e per sostenerle nel difficile compito di educare i propri figli all'autonomia e alla responsabilità senza passi indietro».

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