Gioco
Le opposizioni fanno slittare il voto sul Daspo urbano
di Danilo Renzullo
Destre e Cinque Stelle chiedono l’estensione del provvedimento Perplessità di Mdp: «Rischia di essere uno strumento inadeguato»
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PISA. Mentre destre e M5s trovano una linea comune nel chiedere l’estensione del provvedimento, l’applicazione del Daspo urbano incontra i dubbi di Mdp. Secondo i fuoriusciti dal Pd, il dispositivo rischia di cozzare con i progetti sociali per il recupero dei soggetti svantaggiati, ma soprattutto di delocalizzare in periferia i problemi di sicurezza che proliferano in centro. E intanto la sinistra a sinistra del Pd chiede un’inversione di rotta, rivendicando il ritiro di quello che definisce più uno spot pre-elettorale che un vero strumento per combattere i reati.
Il primo tempo della partita-Daspo urbano si è conclusa con un nulla di fatto. Con i vari schieramenti che di fronte al sindaco Marco Filippeschi e il comandante della polizia municipale Michele Stefanelli, chiamati ieri ad illustrare la delibera per il nuovo regolamento di polizia municipale che prevede l’introduzione del Daspo urbano, hanno ribadito posizioni che vedono accomunati i Cinque stelle e le forze di destra nel chiedere una revisione della mappa di applicazione del provvedimento introdotto dalla legge Minniti. «La nostra è una linea di collaborazione – sottolinea Filippo Bedini, consigliere comunale di Nap-Fratelli d’Italia – ma presenteremo vari emendamenti affinché altre zone della città siano inserite nella mappa: da piazza dei Cavalieri a piazza delle Vettovaglie, da via Cardinale Maffi a via Vespucci alle aree limitrofe a piazza Garibaldi. La loro esclusione è una contraddizione: una scelta che va contro la stessa legge che parla di applicazione del Daspo soprattutto in zone ad alta frequentazione». Una linea condivisa in parte dai pentastellati, che chiedono la linea dura in particolare su piazza dei Cavalieri. «Il Daspo va applicato presto – specifica Anna Buoncristiani, auditrice in commissione per “Pisa nel cuore” – ma anche a piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie, che altrimenti rischiano di diventare zone franche».
Il primo punto di una sfida, destinata anche a muovere qualche tassello negli accordi in vista delle amministrative, va alle opposizioni che sono riuscite a far slittare di qualche settimana l’approdo della delibera in consiglio comunale. Il Pd aveva previsto tempi brevissimi: illustrazione in commissione, altra seduta per questa mattina e voto decisivo giovedì nell’assemblea cittadina. Il dietrofront è arrivato ieri mattina, quando la presidente della seconda commissione Maria Scognamiglio ha comunicato l’annullamento della seduta di questa mattina e il rinvio a lunedì prossimo, quando sarà ascoltato anche il questore Alberto Francini. Il giorno successivo altra convocazione. Il secondo tempo si giocherà il prossimo 23 novembre, quando il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la delibera. L’ago della bilancia resta Mdp, per ora né a favore né contrario all’applicazione del Daspo. «Per adesso siamo molto critici», precisa Veronica Fichi, consigliera comunale di Mdp, che ha chiesto di ascoltare un costituzionalista e l’assessora al sociale Sandra Capuzzi, oltre ad un confronto con altre città dove il Daspo è già stato applicato. «Si cerca di dare una risposta ai cittadini, ma si rischia di dare una risposta non adeguata – prosegue Fichi –. Il nostro non è ostruzionismo, ma la necessità di capire bene gli impatti di questo strumento che rischia, soprattutto nel caso dei parcheggi, di colpire persone svantaggiate con problemi che vanno risolti alla radice e non con una multa che va a colpire un nullatenente».
Il primo tempo della partita-Daspo urbano si è conclusa con un nulla di fatto. Con i vari schieramenti che di fronte al sindaco Marco Filippeschi e il comandante della polizia municipale Michele Stefanelli, chiamati ieri ad illustrare la delibera per il nuovo regolamento di polizia municipale che prevede l’introduzione del Daspo urbano, hanno ribadito posizioni che vedono accomunati i Cinque stelle e le forze di destra nel chiedere una revisione della mappa di applicazione del provvedimento introdotto dalla legge Minniti. «La nostra è una linea di collaborazione – sottolinea Filippo Bedini, consigliere comunale di Nap-Fratelli d’Italia – ma presenteremo vari emendamenti affinché altre zone della città siano inserite nella mappa: da piazza dei Cavalieri a piazza delle Vettovaglie, da via Cardinale Maffi a via Vespucci alle aree limitrofe a piazza Garibaldi. La loro esclusione è una contraddizione: una scelta che va contro la stessa legge che parla di applicazione del Daspo soprattutto in zone ad alta frequentazione». Una linea condivisa in parte dai pentastellati, che chiedono la linea dura in particolare su piazza dei Cavalieri. «Il Daspo va applicato presto – specifica Anna Buoncristiani, auditrice in commissione per “Pisa nel cuore” – ma anche a piazza dei Cavalieri e piazza delle Vettovaglie, che altrimenti rischiano di diventare zone franche».
Il primo punto di una sfida, destinata anche a muovere qualche tassello negli accordi in vista delle amministrative, va alle opposizioni che sono riuscite a far slittare di qualche settimana l’approdo della delibera in consiglio comunale. Il Pd aveva previsto tempi brevissimi: illustrazione in commissione, altra seduta per questa mattina e voto decisivo giovedì nell’assemblea cittadina. Il dietrofront è arrivato ieri mattina, quando la presidente della seconda commissione Maria Scognamiglio ha comunicato l’annullamento della seduta di questa mattina e il rinvio a lunedì prossimo, quando sarà ascoltato anche il questore Alberto Francini. Il giorno successivo altra convocazione. Il secondo tempo si giocherà il prossimo 23 novembre, quando il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la delibera. L’ago della bilancia resta Mdp, per ora né a favore né contrario all’applicazione del Daspo. «Per adesso siamo molto critici», precisa Veronica Fichi, consigliera comunale di Mdp, che ha chiesto di ascoltare un costituzionalista e l’assessora al sociale Sandra Capuzzi, oltre ad un confronto con altre città dove il Daspo è già stato applicato. «Si cerca di dare una risposta ai cittadini, ma si rischia di dare una risposta non adeguata – prosegue Fichi –. Il nostro non è ostruzionismo, ma la necessità di capire bene gli impatti di questo strumento che rischia, soprattutto nel caso dei parcheggi, di colpire persone svantaggiate con problemi che vanno risolti alla radice e non con una multa che va a colpire un nullatenente».
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