dietro le quinte
E Mazzeo tende la mano «Cancelliamo i rancori»
PISA. Nella sede di Articolo Uno-Mdp, in via San Martino, si guardano con attenzione i risultati dello spoglio per le regionali siciliane. «Il dato di fondo è l’elevatissimo astensionismo, che...
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PISA. Nella sede di Articolo Uno-Mdp, in via San Martino, si guardano con attenzione i risultati dello spoglio per le regionali siciliane. «Il dato di fondo è l’elevatissimo astensionismo, che corrisponde in larga parte agli elettori delusi di centrosinistra. Dobbiamo lavorare per riallacciare il rapporto, tornando ad offrire una proposta politica convincente», commenta Paolo Fontanelli. Ragionamenti fatti per la Sicilia che sembrano valere pari pari per la realtà pisana proiettata già verso le elezioni comunali.
All’inizio della prossima settimana, Partito democratico e Articolo Uno-Mdp hanno messo un calendario un incontro. Difficile sia decisivo, sia per il clima nazionale che per le differenze di vedute che permangono ad ogni livello. Ma qualcosa dà l’impressione di poter cambiare. Ci sono mani tese, o almeno gesti di buona volontà, che arrivano dal Pd verso Mdp. «Ancora una volta si dimostra il fatto che quando ci si divide si è più deboli. È valso in Sicilia, temo che potrebbe succedere a livello nazionale o a livello locale se non saremo in grado, tutti, di mettere da parte i personalismi e lavorare pancia a terra su un progetto concreto e un programma chiaro e senza distinguo da offrire al Paese», scrive nella sua newsletter Antonio Mazzeo, renziano, vicesegretario regionale del Pd. «Lo dico - continua Mazzeo - perché dai numeri siciliani emerge un dato chiaro: c’è una percentuale molto alta di voto disgiunto che palesa come tanti elettori abbiano votato i partiti di centrosinistra, ma non il suo candidato. Significa che proprio in virtù della nostra divisione il centrosinistra appariva sconfitto in partenza e in tanti hanno deciso di dirottare il voto su chi pensavano avesse più chance di contrastare la destra, cioè Cancelleri. Se, come accaduto a Palermo, Mdp avesse accettato di proporre un candidato unico probabilmente questo effetto fuga non ci sarebbe stato. E allora lo dico con grande chiarezza: possiamo (tutti) imparare la lezione in vista delle politiche e delle prossime amministrative? Possiamo davvero pensare di lavorare ad un centrosinistra unito in cui non ci siano veti e pregiudiziali di sorta? Possiamo prendere come esempio positivo ciò che sta avvenendo in Toscana dove governiamo insieme e vogliamo farlo fino al 2020 dando attuazione ad un programma che abbiamo condiviso e su cui stiamo declinando insieme le priorità? Possiamo lavorare per avvicinarsi sulle differenze e consolidare i tanti punti che ci uniscono?».
Domande alle quali lo stesso Mazzeo dà già anche una risposta: «Questo è il momento di mettere da parte i rancori e dimostrare la capacità di lavorare insieme. Solo in questo modo potremo pensare anche di riavvicinare le tante persone che continuano ad essere diffidenti verso la politica ed a non partecipare al voto. È quello che è emerso anche dalla Conferenza programmatica del Pd a Napoli ed è la bussola che deve guidare tutti noi che quotidianamente ci impegniamo in politica. È chiaro che viviamo in un sistema dove ci sono tre forze sostanzialmente equivalenti: centrosinistra, centrodestra, M5S. È banale matematica, ma se uno di questi insieme si divide al proprio interno il suo destino è segnato ed a trarne vantaggio saranno solo gli altri due». (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
All’inizio della prossima settimana, Partito democratico e Articolo Uno-Mdp hanno messo un calendario un incontro. Difficile sia decisivo, sia per il clima nazionale che per le differenze di vedute che permangono ad ogni livello. Ma qualcosa dà l’impressione di poter cambiare. Ci sono mani tese, o almeno gesti di buona volontà, che arrivano dal Pd verso Mdp. «Ancora una volta si dimostra il fatto che quando ci si divide si è più deboli. È valso in Sicilia, temo che potrebbe succedere a livello nazionale o a livello locale se non saremo in grado, tutti, di mettere da parte i personalismi e lavorare pancia a terra su un progetto concreto e un programma chiaro e senza distinguo da offrire al Paese», scrive nella sua newsletter Antonio Mazzeo, renziano, vicesegretario regionale del Pd. «Lo dico - continua Mazzeo - perché dai numeri siciliani emerge un dato chiaro: c’è una percentuale molto alta di voto disgiunto che palesa come tanti elettori abbiano votato i partiti di centrosinistra, ma non il suo candidato. Significa che proprio in virtù della nostra divisione il centrosinistra appariva sconfitto in partenza e in tanti hanno deciso di dirottare il voto su chi pensavano avesse più chance di contrastare la destra, cioè Cancelleri. Se, come accaduto a Palermo, Mdp avesse accettato di proporre un candidato unico probabilmente questo effetto fuga non ci sarebbe stato. E allora lo dico con grande chiarezza: possiamo (tutti) imparare la lezione in vista delle politiche e delle prossime amministrative? Possiamo davvero pensare di lavorare ad un centrosinistra unito in cui non ci siano veti e pregiudiziali di sorta? Possiamo prendere come esempio positivo ciò che sta avvenendo in Toscana dove governiamo insieme e vogliamo farlo fino al 2020 dando attuazione ad un programma che abbiamo condiviso e su cui stiamo declinando insieme le priorità? Possiamo lavorare per avvicinarsi sulle differenze e consolidare i tanti punti che ci uniscono?».
Domande alle quali lo stesso Mazzeo dà già anche una risposta: «Questo è il momento di mettere da parte i rancori e dimostrare la capacità di lavorare insieme. Solo in questo modo potremo pensare anche di riavvicinare le tante persone che continuano ad essere diffidenti verso la politica ed a non partecipare al voto. È quello che è emerso anche dalla Conferenza programmatica del Pd a Napoli ed è la bussola che deve guidare tutti noi che quotidianamente ci impegniamo in politica. È chiaro che viviamo in un sistema dove ci sono tre forze sostanzialmente equivalenti: centrosinistra, centrodestra, M5S. È banale matematica, ma se uno di questi insieme si divide al proprio interno il suo destino è segnato ed a trarne vantaggio saranno solo gli altri due». (f.l.)
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