Sicurezza
Oltre 6mila controlli alle caldaie dei pisani
Verifiche a tappeto nei casi di mancate autodichiarazioni
PISA. Oltre 6mila controlli in un anno. E di questi più di mille ancora da effettuare in questo scorcio finale di anno. Verifiche delle caldaie, tra esigenze di sicurezza, obblighi di legge e contenimento dell’inquinamento atmosferico, mentre la stagione fredda sta mandando i primi segnali. Sono quasi 185mila gli impianti termici presenti nel territorio della provincia di Pisa, con un numero di 471 manutentori abilitati.
Annualmente gli impianti oggetto di verifica sono circa 75mila. Prendendo 100 euro come costo medio da pagare alla ditta incaricata, si arriva ad un giro d’affari intorno ai 7,5 milioni di euro. Peraltro dall’inizio di quest’anno, per effetto della legge regionale numero 85 del 16 dicembre 2016 e successive disposizioni della Regione Toscana, il costo del bollino per il controllo delle caldaie è passato da 10 a 20 euro.
Il bollino è quello biennale che si paga quando si chiama il caldaista per la verifica delle emissioni dei fumi. Sul territorio provinciale pisano si è trattato di un aumento del 100%, dopo che nel 2016 il costo era già salito da 9 a 10 euro.
Nella realtà pisana, come sottolineano dall’Aep (Agenzia energetica Provincia di Pisa), il soggetto che gestisce tra l’altro gli accertamenti sulla corretta esecuzione dei controlli agli impianti termici, le verifiche vengono fatte a campione su almeno il 5% delle autodichiarazioni relative all’anno precedente (come da obbligo di legge), ma anche a tappeto su tutti coloro, o almeno una larga parte, che non hanno effettuato l’autodichiarazione nei tempi previsti.
Quest’anno sono diverse le novità entrate in vigore. Anzitutto, a proposito della periodicità nei controlli dei generatori a fiamma (gas, metano o Gpl), relativamente a quelli di potenza utile nominale da 10 a 100Kw, la precedente regola del locale interno o esterno, e in esercizio da più di otto anni, è stata modificata così: entro quattro anni dalla prima messa in esercizio dell’impianto o da interventi che non rientrano tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica; entro due anni per tutti i successivi controlli.
In altre parole, funziona come per la revisione delle auto. Esempio: chi ha fatto il primo controllo fumi nel 2016 dovrà fare il successivo entro il 2018, poi diventerà biennale. In tutti gli altri casi fuori dal primo controllo i meccanismi restano quelli validi in precedenza.
Inoltre la nuova procedura prevede il pagamento del contributo economico non più mediante bollino cartaceo, ma con il metodo del bollino virtuale.
Questo significa che il manutentore non applica più il bollino cartaceo sul rapporto di controllo rilasciato al responsabile impianto (di solito il proprietario dell’immobile), ma indica l’importo del contributo sul rapporto di controllo e si obbliga a versare la somma incassata alla Regione Toscana, nonché ad inserire il rapporto di controllo sul catasto impianti termici assumendone direttamente la responsabilità e le relative sanzioni.
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