Il Tirreno

Pisa

Premio giovani Sul podio un’azienda del settore ambiente

di Carlotta Lattanzi
Premio giovani Sul podio un’azienda del settore ambiente

Consegnati i riconoscimenti di Confcommercio Pisa alle imprese under 40 del territorio provinciale

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PISA. Una sala gremita ha accolto ieri, alla Stazione Leopolda, i vincitori del XIII Premio Giovani Imprenditori di Confcommercio Pisa. Sette le eccellenze pisane insignite del prestigioso riconoscimento. Primo premio ad Aldo Catello di LovEco srl, impresa cascinese leader sul territorio nello smaltimento di rifiuti anche altamente tossici come l’amianto. «Cascina è una realtà vivace dal punto di vista delle aziende e persone come Catello ci riempiono di soddisfazione», si è complimentata la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi. Secondo premiato, Mattia Daniele Bellagamba di Ottica Torquato Due, a cui è andato il plauso del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, che ha sottolineato l’importanza di mantenere l’ottimismo che viene dai buoni esempi, nonostante le difficoltà attuali, «specialmente a Pisa, città di formazione e alta formazione». Ad aggiudicarsi il Terzo Premio, Mickey Condelli, del Bar Caffetteria Fantozzi di Pontedera. «Non perdo mai, o vinco imparo», ha ringraziato Condelli, citando Nelson Mandela. Quarto Premio, poi, a Federico Dani di DronArt, che ha salutato il pubblico facendo volare il suo drone sulla platea. Quinto Premio a Tartaglione Maria Tommasina e Samuele di Otto Pizza al Taglio. Due le menzioni speciali: “Metodo Universitario” di Andrea Acconcia e Giuseppe Moriello e Beevillage di Alessandro Farnesi e Francesco Pitta. «Un risultato eccellente - a detta del direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli - ma che non stupisce, perché i nostri giovani ci hanno abituato ai loro successi». «Successi come questi provano il valore aggiunto del gruppo, non dimentichiamo che il nostro premio è stato il modello su cui è nato quello nazionale – commenta soddisfatta Federica Grassini Presidente Confcommercio Pisa –. Ciò fa ben sperare anche se in Italia le giovani imprese si trovano in una situazione nettamente inferiore ai paesi le cui economie sono trainanti del commercio mondiale. Ecco perché è importante la formazione, per innovare il sistema e soprattutto aprire la mente e non subire, ma cavalcare il cambiamento. C’è un modo di dire che è “non si smette mai di imparare” , e per me “non si deve mai” smettere di imparare». Imparare, crescere e ottimizzare il tempo e i mezzi del lavoro. Obiettivi difficili, ma non impossibili anche secondo Francesco Ciampi, presidente Gruppo Giovani Imprenditori. «Chiunque smetta di imparare è vecchio, chi continua ad imparare resta giovane – ha detto Ciampi, citando Henry Ford –, ed è così che bisogna guardare alla formazione. Servono modelli di sviluppo e strategie professionali con cui poter spiccare in un contesto di competizione sempre crescente». A rimarcare l’importanza del tema, Francesco Rivolta, direttore generale Confcommercio Imprese per l’Italia, che ha parlato di cambiamento irreversibile nei paradigmi delle nostre vite. «Bisogna prendere atto che prima c’erano studio-lavoro-riposo. Oggi si studia mentre si lavora, si pensi all’alternanza scuola lavoro; e poi si lavora continuando a studiare e si lavora mentre ci si riposa. Nel mondo del lavoro il passato non è ancora passato, ma il futuro è già iniziato», ha detto Rivolta, sottolinenando la necessità di prendere atto di questo cambiamento, modificando l’approccio al lavoro e soprattutto il rapporto con la finanza, perché «è il lavoro che genera la ricchezza di un paese, non la finanza, che ci ha riservato brutte sorprese. La cultura del mercato auto-regolato ha mostrato il suo fallimento: la finanza deve essere al servizio dell’impresa, non viceversa. Ecco perché diciamo no al reddito di cittadinanza, ma sì al reddito da lavoro».

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