Il Tirreno

Pisa

La coalizione “diritti in comune” 

«No al Daspo urbano, il sindaco deve ritirare la proposta»

«No al Daspo urbano, il sindaco deve ritirare la proposta»

PISA. “Diritti in Comune”, la coalizione che unisce Una città in comune, Rifondazione comunista, Possibile e Sinistra Italiana in vista delle elezioni amministrative, condanna fermamente la proposta...

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PISA. “Diritti in Comune”, la coalizione che unisce Una città in comune, Rifondazione comunista, Possibile e Sinistra Italiana in vista delle elezioni amministrative, condanna fermamente la proposta della giunta di applicare il Daspo urbano in città. La modifica del regolamento di polizia urbana che introduce questo nuovo strumento sarà discussa lunedì in commissione e le forze di sinistra chiedono a gran voce di fermarsi ed invertire la rotta. «Adottare il Daspo urbano, strumento previsto dalla legge Minniti-Orlando, è sbagliato, demagogico e inutile - dice Tiziana Nadalutti -. Serve a fomentare la guerra tra poveri, ad alimentare l’insicurezza percepita, a scopi meramente propagandistici e aprendo il fianco alla destra».

La sinistra riconosce l’esistenza di un problema sociale in città, ma non accetta che il Pd voglia risolverlo «militarizzando la città e allontanando la marginalità sociale senza porvi rimedio».

«Occorrono politiche diverse per dare sicurezza sociale e abitativa alle persone», aggiunge Nadalutti, mentre Paola Bigongiari (Prc) afferma: «I reati sono in calo. Sbagliato sovrapporre problemi sociali con la percezione di sicurezza. In commissione abbiamo chiesto l’audizione della Rsu della polizia municipale (visto che il regolamento modificherebbe le loro mansioni), dei rappresentanti dell’Asgi e di Antigone. Auspichiamo che questa richiesta sia accolta». “Diritti in Comune” chiede al sindaco di ritirare questa proposta. Se ciò non dovesse accadere, il movimento annuncia che si batterà dentro e fuori il consiglio comunale «affinché questa delibera non arrivi in fondo». Mauro Stampacchia, coordinatore cittadino di Sinistra Italiana, chiosa: «La società è invivibile a causa di vari fattori: la crescita della disoccupazione, le politiche neoliberiste, la distruzione delle specificità dei luoghi pisani. È possibile risolvere i problemi sociali invertendo queste tendenze anche a livello locale, non certo con queste politiche ideologizzate». (s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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