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IL CASO 

«Mobilitati per fermare i lavori»

«Mobilitati per fermare i lavori»

Diritti in Comune contro il piano di Camp Darby. Il no di Legambiente

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PISA. «Centinaia di alberi saranno abbattuti per fare spazio alle bombe». Il circolo pisano di Legambiente punta il dito contro il maxi-progetto da 45 milioni di dollari che porterà alla costruzione di un nuovo tronco ferroviario che, dalla stazione di Tombolo, attraverso un ponte mobile che sarà realizzato sul Canale dei Navicelli, arriverà nel cuore di Camp Darby con l’obiettivo di trasferire dalla gomma alla rotaia i movimenti di armi e munizioni che riforniscono la base militare statunitense. «L’operazione è molto dolorosa per il territorio, che si trova all’interno del Parco regionale di San Rossore: 937 alberi autoctoni abbattuti e 7 ettari di verde consumati per fare posto a binari e cemento, senza contare il disturbo “temporaneo” di altri 36 ettari circostanti. L’Ente Parco ha espresso un parere negativo lanciando un allarme sui molti rischi ambientali e ha proposto misure di mitigazione e compensazione», sottolinea Legambiente denunciando «il grave e definitivo danno ambientale che verrà arrecato ad un’area di eccezionale bellezza e importanza naturalistica, la più grande foresta costiera del Mediterraneo». «Da quando una maggiore e più veloce movimentazione di armi e munizioni verso i teatri di guerra costituisce un interesse pubblico? » si chiede invece Diritti in comune, la coalizione di sinistra nata in vista delle prossime amministrative e composta da Una città in comune, Rifondazione comunista, Sinistra Italiana e Possibile annunciando una «grande mobilitazione per fermare i cantieri». «Interesse pubblico sono la pace, la democrazia, la tutela del territorio – prosegue la coalizione –. Nessuna parola è stata spesa sul rischio a cui sarà esposta la popolazione: la Protezione civile ha predisposto un piano specifico in caso di incidenti che coinvolgano mezzi, materiali o la stessa base? Ci opporremo con tutte le forze a questo progetto – conclude la coalizione –: rilanciamo quindi un appello alle associazioni, i movimenti, le forze politiche e sindacali per la costruzione di una grande mobilitazione affinché i lavori del cantiere non partano mai».

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