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Pisa

«Uscita improvvida di Ermete sui nomi»

«Uscita improvvida di Ermete sui nomi»

Dal Nazareno filtra una “scomunica” per Realacci. E sull’idea di Serfogli per le primarie il gelo del Pd e di Mdp. «Prima la coalizione»

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PISA. Gelo. Freddo glaciale. Andrea Serfogli lancia il guanto di sfida e nessuno lo raccoglie. O meglio, lui vorrebbe correre, tutti gli altri rallentano. Anzi, frenano. A cominciare dal capo tribù degli ultras del renzismo a Pisa. Antonio Mazzeo si schermisce, non vuol sentir parlare di strategie o addirittura di primarie per la scelta del candidato sindaco nel Pd o in un’ipotetica alleanza di centrosinistra come proposto/suggerito dall’assessore mille deleghe di Palazzo Gambacorti.

«Sono pronto a fare le primarie», ha detto Serfogli. E, diciamolo, non s’è alzato un coro di osanna. «No no, guardi. Non cercate me, abbiamo appena eletto i segretari cittadino e provinciale - dice Mazzeo - Partiamo da una piattaforma programmatica e costruiamo una coalizione, poi parleremo di nomi». Anche se non è un mistero. Il vicesegretario dei dem toscani ha già punzecchiato più volte Federico Gelli, il deputato-colomba con cui i falchi del renzismo si sono accordati per confermare alla segreteria provinciale il suo fedelissimo Massimiliano Sonetti nella speranza che lui si “sacrificasse” per Pisa rinunciando al seggio da parlamentare. Gelli, per Mazzeo e il segretario toscano Dario Parrini, sarebbe l’opzione giusta per segnare una «discontinuità» dal governo di Marco Filippeschi. Anzi, per imprimere la giusta dose di innovazione (“innovatori” è l’appellativo che si sono scelti i turborenziani a Pisa, ma non è diventata una hit, mettiamola così).

Discontinuità è però un mantra anche per Paolo Fontanelli, l’aut aut con cui potrebbe accettare di sedersi al tavolo con i dem dopo gli (svariati) scazzi fra demoprogressiti e Matteo Renzi, l’ultimo dei quali andato in scena sul Rosatellum. Anche il deputato scissionista ed ex sindaco di Pisa, uno dei fondatori di Articolo 1, non è esattamente sobbalzato dalla sedia nel leggere le dichiarazioni di Serfogli, per cui i gazebo sembrano ormai l’ultima spiaggia. «Bah - dice Fontanelli - Mi sembra che siano scoppiate polemiche tutte interne al Pd». Non parla solo dell’assessore ma anche dei malumori seguiti alle rivelazioni di Ermete Realacci. Il capo dei saggi, a conclusione della sua campagna di ascolto in città, è stato chiaro: «I nomi che ho sentito ripetere di più sono quelli di Gelli e Serfogli». Apriti cielo. Sonetti e il segretario cittadino Giovanni Viale, se avessero potuto, avrebbero sacramentato via comunicato. «Uscita improvvida di Ermete, da tempo si muove in autonomia», dicono direttamente dal Nazareno. «La candidatura di Gelli al momento non esiste, il Pd lavora ad alcune soluzioni importanti e non sono l’assessore indicato».

Fontanelli comunque dice di «non voler porre veti né pregiudizi nei confronti di qualcuno», ma per vincere al primo turno, specifica, «serve recuperare il rapporto con la società pisana e proporre un elemento di novità». E si sa che se il Pd si presentasse con il nome di Serfogli ai negoziati, Mdp chiuderebbe la porta. I dubbi non sono sulle qualità dell’assessore ma sulla sua eredità. Per quanto bravo, sarebbe percepito comunque come un uomo della squadra di Filippeschi. Il vicesindaco Paolo Ghezzi, capo di una lista civica, è lapidario: «Primarie di coalizione? Mah, intanto costruiamola. E si dia parità di trattamento fra gli alleati». E Viale, il segretario dem? «Lo ripeto da mesi, costruiamo una coalizione e poi si parla di tutto. Freddo con Andrea? Ma no, lui si è detto pronto a fare le primarie ma ha detto di mettersi anche al servizio del partito. E adesso dobbiamo parlare di programma». Serve che lo dica più chiaro di così?

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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