sanità in tribunale/2
Lesioni, no all’archiviazione del medico
Paziente si oppone e lamenta danni «dopo un intervento inutile»
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PISA. La Procura chiede l’archiviazione. Ma chi ritiene di aver subito un danno per un intervento superfluo e dagli effetti negativi sulla propria salute si oppone.
Sarà il giudice delle udienze preliminari Giuseppe Laghezza a decidere se il neurochirurgo Vitale Ravelli, 65 anni, di Pisa, vada archiviato o rinviato a giudizio. Per un difetto di notifica l’udienza prevista ieri è slittata a gennaio. In parallelo al procedimento penale, si procede per lesioni gravi, c’è anche una causa civile intentata all’ospedale dall’avvocato Manuela Montagni per conto del suo cliente, un 40enne di San Miniato impiegato nel settore dell’abbigliamento.
La storia risale al 2011. Il paziente è alle prese con una cisti aracnoidee sulla parete frontale destra. Secondo la tesi della parte civile il neurochirurgo lo opera, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, dicendogli che con un intervento di 20 minuti e due cm di cicatrice tutto si sarebbe risolto. Alla fine l’intervento durò due ore e mezzo e la cicatrice ancora visibile fu di 12 cm. Non solo. Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, il 40enne sanminiatese fa presente che dopo quell’operazione che avrebbe dovuto essere ambulatoriale ha attacchi epilettici e non può guidare l’auto. Il neurochirurgo Ravelli, in pensione da mesi, è difeso dall’avvocato Patrizio Pugliese.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sarà il giudice delle udienze preliminari Giuseppe Laghezza a decidere se il neurochirurgo Vitale Ravelli, 65 anni, di Pisa, vada archiviato o rinviato a giudizio. Per un difetto di notifica l’udienza prevista ieri è slittata a gennaio. In parallelo al procedimento penale, si procede per lesioni gravi, c’è anche una causa civile intentata all’ospedale dall’avvocato Manuela Montagni per conto del suo cliente, un 40enne di San Miniato impiegato nel settore dell’abbigliamento.
La storia risale al 2011. Il paziente è alle prese con una cisti aracnoidee sulla parete frontale destra. Secondo la tesi della parte civile il neurochirurgo lo opera, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, dicendogli che con un intervento di 20 minuti e due cm di cicatrice tutto si sarebbe risolto. Alla fine l’intervento durò due ore e mezzo e la cicatrice ancora visibile fu di 12 cm. Non solo. Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, il 40enne sanminiatese fa presente che dopo quell’operazione che avrebbe dovuto essere ambulatoriale ha attacchi epilettici e non può guidare l’auto. Il neurochirurgo Ravelli, in pensione da mesi, è difeso dall’avvocato Patrizio Pugliese.(p.b.)
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