Il Tirreno

Pisa

Spariti i soldi dei clienti ex guardia a processo

PISA. Soldi incassati dai clienti e non versati all’istituto per cui lavorava.Lui è un ex guardia giurata. La parte civile è il corpo di vigilanza privata Guardie di città. Sono stati sentiti ieri...

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PISA. Soldi incassati dai clienti e non versati all’istituto per cui lavorava.

Lui è un ex guardia giurata. La parte civile è il corpo di vigilanza privata Guardie di città. Sono stati sentiti ieri pomeriggio i primi testi dell’accusa (pm onorario Vincenzo Molinaro e giudice Maria Grazia Grieco) nel processo a carico di Francesco Felline, 50 anni, di Pisa, assistito dall’avvocato Isabella Bartoli.

L’imputato deve difendersi dall’accusa di appropriazione indebita e falso in scrittura privata perché avrebbe chiesto un prestito firmando al posto del titolare dell’azienda che poi nel 2013 lo ha licenziato per giusta causa dopo aver scoperto i presunti maneggi del dipendente. L’istituto di vigilanza è parte civile con l’avvocato Erminia Imperio.

Stando alla querela presentata dalla società di Mariano Bizzarri Ollandini, l'imputato tra il 2012 e il 2013 avrebbe incassato per conto dell'istituto di vigilanza almeno 16mila euro. Soldi che andava a prendere dai clienti e che poi, secondo l'accusa, tratteneva anziché consegnarli alla società. Versamenti di poche centinaia di euro ottenuti dal giro di clienti ai quali l'ex guardia giurata si era presentata. In quel modo aveva messo insieme una somma che a parole avrebbe dovuto girare all'azienda e che per il querelante si era invece tenuto per sé. Non era stato difficile scoprire quale via avessero preso i soldi. Era bastato all'istituto contattare i clienti che risultavano "morosi" per ottenere la risposta che aveva più che insospettito la proprietà: «Abbiamo già dato i soldi al vostro dipendente». E quel dipendente era sempre Felline. Oltre al licenziamento - ottobre 2013 - a carico di Felline era stata presentata anche una querela.

L'altra contestazione per l'imputato è quella di aver falsificato la firma di Mariano Bizzarri Ollandini per ottenere una cessione del quinto da una finanziaria. Una firma di garanzia che, al momento delle rate insolute, ha fatto scattare l'azione di recupero credito da parte della finanziaria che ha contattato il datore di lavoro per chiedergli conto della morosità del dipendente. E a quel punto l'imprenditore si è reso conto della richiesta del prestito avvenuta a sua insaputa. (p.b.)



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