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Pisa

«Lavoratori scaricati senza conoscere contratti e garanzie»

«Lavoratori scaricati senza conoscere contratti e garanzie»

Dura replica del segretario generale della Cisl di Pisa alla lettera del presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai

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PISA. «Centinaia di lavoratori saranno scaricati da Toscana Aeroporti per passare ad una nuova azienda, senza però conoscere le garanzie e il tipo di contratto».

Gianluca Federici, segretario generale della Cisl di Pisa, risponde al presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, il quale, nei giorni scorsi, aveva cercato con una lettera di tranquillizzare lavoratori e sindacati degli scali di Pisa e Firenze sul processo di riorganizzazione che prevede la cessione del settore handling (tutte le attività di terra) dei due aeroporti e l’esternalizzazione del settore security di Pisa. Circa 800 i lavoratori coinvolti.

«La gestione dell’aeroporto di Pisa sta vivendo un periodo di grandi cambiamenti, ma non sono tutti positivi – sottolinea il leader della Cisl –. Non lo sono da quando (due anni fa) gli aeroporti di Firenze e Pisa si sono uniti in un’unica società privatizzata, Toscana Aeroporti, controllata con il 51% delle quote da una grossa multinazionale, Corporacion America. Da allora i dipendenti lamentano una lenta, ma costante erosione dei diritti, alcuni dei quali acquisiti dopo lunghe battaglie».

Avviando dallo scorso settembre una mobilitazione contro le esternalizzazioni che il prossimo 21 novembre sfocerà nel primo di una serie di scioperi annunciata dai sindacati. «La società – prosegue Federici – ha comunicato il piano in ottemperanza ad una direttiva europea del 1996, recepita dal governo italiano nel 1999. È curioso che la richiesta di un’urgente applicazione di una norma di vent’anni fa avvenga adesso, dopo soli due anni dalla nascita di Toscana Aeroporti, che si è affrettata a precisare che nessun posto di lavoro sarà perso. Ne siamo felici. Intanto, se il progetto andrà avanti i dipendenti saranno scaricati per passare ad una società terza specializzata nel servizio di handling. Con quale tipo di contratto? Quello collettivo dei trasporti o quello applicato nelle società multiservizi? Contratti tutelati dall’articolo 18 o quelli che confluiscono nel Jobs Act, sinonimo di precarietà? E gli integrativi conseguiti negli anni? E l’anzianità di servizio maturata? – si chiede Federici –. Anni di applicazione della direttiva europea ci insegnano che, dove i servizi a terra sono stati liberalizzati, società di handling sono nate come funghi e queste, spesso, hanno subappaltato a cooperative. A Malpensa o a Fiumicino, i dipendenti vengono rimpallati tra una società e l’altra e tremano ad ogni cambio di divisa. L’Unione Europea sostiene che abbassando i costi dei servizi a terra alle compagnie aeree, queste abbasserebbero i prezzi dei biglietti. Non sappiamo se i prezzi dei biglietti saranno ridotti – conclude Federici –, ma siamo quasi certi che peggiorerà la qualità del lavoro e la stabilità degli attuali dipendenti di Toscana Aeroporti».

(d.r.)

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