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Pisa

Gemellini, i nonni sono parte civile

Gemellini, i nonni sono parte civile

Per la tragedia dell’A12 due imputati: autista e legale rappresentante della ditta

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PISA. I genitori, non si sono costituiti parte civile. Hanno ottenuto un risarcimento sostanzioso che, però, ritengono insufficiente e, quindi, proseguono la battaglia davanti al Tribunale civile. Sono stati i nonni ieri mattina a costituirsi parte civile nel procedimento penale e a chiedere la citazione come responsabile anche dell’assicurazione del Tir che il 13 luglio 2015 fu protagonista di un incidente stradale che fece piangere l’Italia. In un’auto ridotta a brandelli di lamiera c’erano i corpi di due gemellini di appena 7 mesi. Tornavano a casa, a Inzago (Milano), dopo aver passato alcuni giorni di vacanza con i genitori a Rosignano dai nonni materni.

Il gup Pietro Murano ha rinviato l’udienza a primavera. La Procura - pm Aldo Mantovani - ha chiesto da tempo il rionvio a giudizio dell’autista del mezzo pesante e del legale rappresentante della ditta proprietaria dell’autoarticolato. Sono accusati di omicidio colposo plurimo l'autista del Tir, Ilie Oprea, 61 anni, romeno, residente a Fano, difeso dall’avvocato Serena Perna, e il legale rappresentante della ditta di autotrasporti "Eugenio Ferrari", sede a Piacenza, stabilimento operativo a Lodi, Maurizio Ferrari, 53 anni, assistito dall’avvocato Francesco Maresca. Gli imputati non ricorrerano a riti alternativi. Se non ci sarà un proscioglimento nell’udienza preliminare sono pronti a sostenere il processo. La tragedia si consumò in un pomeriggio di luglio sull’A12 tra Migliarino e Viareggio. Autocisterna contro auto in fase di sorpasso. Una gomma scoppia e il Tir sbanda schiacciando sul guard-rail la macchina, una Nissan Qashqai. I gemellini Andrea e Luca Brambilla non ce la fanno. È un dramma collettivo in cui gli stessi soccorritori non restano indifferenti per non aver potuto salvare quei due angeli.

Cristian Brambilla, 36 anni, ed Elisa Chericò, 34 anni, originaria di Rosignano, non si sono costituiti parte civile. La battaglia legale prosegue in parallelo in sede civile dopo aver ottenuto una prima liquidazione dalla compagnia assicurativa. Entrano, invece, nel processo i loro genitori che ora chiamano in causa, come responsabile civile del danno, l’assicurazione dell’autocisterna che trasportava soda caustica. «Il caso è doloroso, ci mancherebbe – spiega l’avvocato Maresca –. I miei clienti non intendono fare patteggiamenti. È scoppiata una gomma. Non è in discussione un comportamento umano».(p.b.)



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