Attenzione
Emergenza rumore per gli aerei in decollo
di Danilo Renzullo
L’Arpat: «Registrato un aumento dell’inquinamento acustico»
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PISA. Le misure di mitigazione hanno prodotto qualche risultato, ma non quelli sperati. Anche perché i sistemi per l’abbattimento del rumore non vengono sfruttati pienamente. In estrema sintesi, gli investimenti degli ultimi anni non hanno prodotto benefici e i livelli di inquinamento acustico nei dintorni dell’aeroporto e nella città continuano costantemente a superare i limiti previsti.
Questo il quadro che emerge dai monitoraggi e dagli studi condotti dall’Arpat sull’inquinamento acustico prodotto dal traffico di aerei nel cielo pisano. I risultati degli studi, sviluppati anche nell'ambito di una tesi di dottorato in Fisica, sono stati presentati lo scorso 26 ottobre durante la seduta della commissione aeroportuale dello scalo di Pisa, caratterizzata dall’analisi dei livelli di inquinamento acustico e ambientale su cui si sono concentrati gli sforzi di Arpat dopo numerosi esposti presentati dai cittadini residenti nei dintorni dello scalo e a Ghezzano «che – spiega Arpat – rilevano un aumento del rumore causato dagli aerei in fase di decollo». Le cause sono state individuate soprattutto nel numero dei movimenti e dei voli militari, dal traffico aereo che, con gli arrivi da sud-ovest, obbligano al decollo in direzione del centro abitato (circa il 70% del totale) e dall’orientamento delle piste e delle modalità d’uso di quest’ultime. Che rappresentano la principale nota dolente.
La pista del Galilei, che due anni fa è stata allungata per permettere un decollo anticipato di circa 300 metri e consentire il contenimento del rumore (decollando prima gli aerei hanno la possibilità di sorvolare la città ad un’altezza maggiore e quindi di abbassare i livelli di inquinamento acustico) non viene interamente sfruttata. Arpat ha calcolato infatti un decollo medio anticipato rispetto agli anni scorsi di circa 100 metri. «Gli studi condotti – sottolinea Gaetano Licitra, dirigente dell’Arpat e docente di Acustica all’Università di Pisa – hanno dimostrato che la misura adottata a partire dal 2015 è inutilizzata. Il punto di distacco dell’aereo dal suolo non è anticipato come dovrebbe. I soldi sono stati spesi, ma i benefici non ancora raccolti».
Negli anni, la società che gestisce il Galilei ha adottato varie misure per contenere l’inquinamento acustico ed in particolare l’installazione di barriere, la delocalizzazione delle abitazioni di via Cariola e via Carrareccia e il divieto dei decolli dopo le 23 e quello degli atterraggi dopo le 24. Misure che però non sono bastate. Arpat ha consigliato di adottare specifiche procedure antirumore e di sfruttare l’allungamento della pista per contenere l’impatto acustico. Durante l’incontro, Toscana Aeroporti ha espresso la volontà di trovare soluzioni idonee per ridurre i problemi evidenziati e dal prossimo gennaio si è impegnata a concretizzare i suggerimenti proposti da Arpat. La commissione aeroportuale potrà inoltre approvare precise prescrizioni operative il cui mancato rispetto potrà portare a sanzioni per i vettori che non le rispettano. Misure da adottare anche per scongiurare un progressivo peggioramento dei livelli di inquinamento acustico. Negli ultimi anni i passeggeri del Galilei sono infatti aumentati a dismisura, ma non i movimenti. Con lo sviluppo dei low cost gli aerei sono quasi sempre “sold out”, ma la crescita dell’aeroporto coinciderà con l’aumento degli aerei circolanti sulla città. «Le soluzioni per abbattere l’inquinamento acustico ci sono e devono essere concretizzate – conclude Licitra – altrimenti, nei prossimi anni, all’aumento del traffico coinciderà un netto peggioramento delle emissioni sonore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo il quadro che emerge dai monitoraggi e dagli studi condotti dall’Arpat sull’inquinamento acustico prodotto dal traffico di aerei nel cielo pisano. I risultati degli studi, sviluppati anche nell'ambito di una tesi di dottorato in Fisica, sono stati presentati lo scorso 26 ottobre durante la seduta della commissione aeroportuale dello scalo di Pisa, caratterizzata dall’analisi dei livelli di inquinamento acustico e ambientale su cui si sono concentrati gli sforzi di Arpat dopo numerosi esposti presentati dai cittadini residenti nei dintorni dello scalo e a Ghezzano «che – spiega Arpat – rilevano un aumento del rumore causato dagli aerei in fase di decollo». Le cause sono state individuate soprattutto nel numero dei movimenti e dei voli militari, dal traffico aereo che, con gli arrivi da sud-ovest, obbligano al decollo in direzione del centro abitato (circa il 70% del totale) e dall’orientamento delle piste e delle modalità d’uso di quest’ultime. Che rappresentano la principale nota dolente.
La pista del Galilei, che due anni fa è stata allungata per permettere un decollo anticipato di circa 300 metri e consentire il contenimento del rumore (decollando prima gli aerei hanno la possibilità di sorvolare la città ad un’altezza maggiore e quindi di abbassare i livelli di inquinamento acustico) non viene interamente sfruttata. Arpat ha calcolato infatti un decollo medio anticipato rispetto agli anni scorsi di circa 100 metri. «Gli studi condotti – sottolinea Gaetano Licitra, dirigente dell’Arpat e docente di Acustica all’Università di Pisa – hanno dimostrato che la misura adottata a partire dal 2015 è inutilizzata. Il punto di distacco dell’aereo dal suolo non è anticipato come dovrebbe. I soldi sono stati spesi, ma i benefici non ancora raccolti».
Negli anni, la società che gestisce il Galilei ha adottato varie misure per contenere l’inquinamento acustico ed in particolare l’installazione di barriere, la delocalizzazione delle abitazioni di via Cariola e via Carrareccia e il divieto dei decolli dopo le 23 e quello degli atterraggi dopo le 24. Misure che però non sono bastate. Arpat ha consigliato di adottare specifiche procedure antirumore e di sfruttare l’allungamento della pista per contenere l’impatto acustico. Durante l’incontro, Toscana Aeroporti ha espresso la volontà di trovare soluzioni idonee per ridurre i problemi evidenziati e dal prossimo gennaio si è impegnata a concretizzare i suggerimenti proposti da Arpat. La commissione aeroportuale potrà inoltre approvare precise prescrizioni operative il cui mancato rispetto potrà portare a sanzioni per i vettori che non le rispettano. Misure da adottare anche per scongiurare un progressivo peggioramento dei livelli di inquinamento acustico. Negli ultimi anni i passeggeri del Galilei sono infatti aumentati a dismisura, ma non i movimenti. Con lo sviluppo dei low cost gli aerei sono quasi sempre “sold out”, ma la crescita dell’aeroporto coinciderà con l’aumento degli aerei circolanti sulla città. «Le soluzioni per abbattere l’inquinamento acustico ci sono e devono essere concretizzate – conclude Licitra – altrimenti, nei prossimi anni, all’aumento del traffico coinciderà un netto peggioramento delle emissioni sonore».
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