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Pisa

«La base torni alle comunità locali»

«La base torni alle comunità locali»

Approvata in Regione una mozione del Pd. Pieroni: «Ormai è un presidio satellite»

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PISA. Progetto già assegnato con partenza dei lavori a dicembre. In Regione, però, i tempi su Camp Darby sono più rarefatti. E arretrati visto che parlano ancora di ipotesi e prospettive operative quando a breve le ruspe si metteranno in moto. A Firenze è stata approvata a maggioranza una mozione con la quale si chiede di «procedere a una attenta valutazione delle prospettive della base militare di Camp Darby, per arrivare alla graduale restituzione dell’area nella disponibilità dell’Italia e delle comunità locali». Una mozione presentata da alcuni consiglieri del gruppo Pd, primo firmatario Andrea Pieroni (con Alessandra Nardini, Nicola Ciolini, Valentina Vadi e Simone Bezzini) e sottoscritta anche da Serena Spinelli (Art.1-Mdp). La mozione impegna la giunta regionale ad attivarsi con il governo nazionale per «comprendere quali siano le reali prospettive operative dell’insediamento militare di Camp Darby» e rilanciare «un dibattito e un confronto tra le istituzioni locali», per l’avvio «di un percorso, per anni auspicato, di graduale ritorno dell’area di Camp Darby nella disponibilità dell’Italia e delle comunità del territorio».

«La presenza della base data 1954 – spiega Andrea Pieroni nell’illustrazione in Aula –, il tema ha implicazioni che riguardano il governo nazionale. Gli scenari che portarono all’apertura della base sono completamente cambiati, non c’è più la guerra fredda». E dal 2012, spiega ancora Pieroni, «non è più una base con un comando autonomo, ma di fatto una guarnigione satellitare di Vicenza, derubricata a deposito di munizioni». Ora, prosegue il consigliere, c’è una necessità di «attenuazione dell’impatto ambientale», si impone una «valutazione sulle ragioni dell’insediamento della base militare americana a Camp Darby e se questa presenza sia da considerarsi ancora attuale e necessaria». Di qui, la mozione, «con la quale richiamiamo e sollecitiamo l’azione della giunta regionale per rilanciare il dibattito».

Il consigliere Roberto Salvini annuncia il voto di astensione del gruppo Lega Nord, ricorda «quando c’erano circa tremila carri armati e ci lavoravano mille e duecento persone» e si dice dispiaciuto dell’impostazione proposta dalla mozione: «Si sta andando in una direzione completamente diversa». Secondo il capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, «la base militare diventerà la principale sede di stoccaggio delle armi in partenza verso nuovi teatri di guerra». Fattori contesta al gruppo Pd di aver «dato il via libera al potenziamento della base, quando era il momento di opporsi. Ora sono stati investiti 45 milioni di euro, la riconversione è molto più lontana» e ricorda una mozione respinta dalla maggioranza. «Tutti sanno il perché dell’ampliamento della base», dichiara la consigliera Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt), che cita un comunicato di Medicina democratica: «Migliaia di tonnellate di armamenti saranno imbarcate per la guerra in Siria e Yemen». Secondo Irene Galletti (Movimento 5 stelle) «colpisce l’ingenuità con cui si pensa di parlare di rilancio del dibattito, quando si conoscono benissimo le prospettive della base». Di qui l’annuncio del voto contrario anche del gruppo M5S.



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