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Latte e corruzione, processo rapido per tre pediatri
PISA. Tre pediatri accusati di corruzione hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Processo sulla base degli atti e, in caso di condanna, sconto di un terzo della pena. Un altro...
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PISA. Tre pediatri accusati di corruzione hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Processo sulla base degli atti e, in caso di condanna, sconto di un terzo della pena. Un altro imputato, ex informatore scientifico, sta valutando il ricorso al patteggiamento, ma non lo ha formalizzato.
È ancora nelle fasi delle udienze preliminari l’inchiesta “Medici low cost” dei carabinieri del Nas e della Procura di Pisa - pm Giovanni Porpora, 23 imputati - su un presunto accordo corruttivo tra i produttori di latte in polvere e i pediatri che avrebbero ottenuto vacanze pagate e altri benefit in cambio della spinta nell’indicazione alle mamme dei prodotti da acquistare per i bebè. Ieri mattina il gup Pietro Murano ha respinto la costituzione di parte civile di due associazioni accogliendo l’eccezione dell’avvocato Riccardo Taverniti, legale di uno degli imputati. Il motivo? Non è in discussione l’accusa di aver detto alle madri di non usare il latte naturale a vantaggio di quello artificiale. La contestazione riguarda il “consiglio” per l’acquisto di determinate marche. Quindi le associazioni a sostegno del latte materno non hanno titolo per stare in giudizio.
L’avvocato Stefano Ercoli ha chiesto il rito abbreviato per i suoi clienti Maurizio Petri, 65 anni, pediatra di Cascina e Claudio Ghionzoli, 64 anni, residente a Pisa (ambulatorio a Cascina). Stessa formalizzazione per il legale del pediatra Alberto Colombini di Grosseto.
Riguardo alla competenza territoriale, il giudice ha accolto l’istanza dell’avvocato Vinicio Vannucci di Livorno per i pediatri Alessandro Marini e Alessandro Costagliola. Per loro il processo si terrà nella città labronica, mentre tutti gli altri saranno giudicati a Pisa. L’inchiesta deflagrò con gli arresti nel novembre 2014. Per l'accusa i pediatri convenzionati con l'Asl (incaricati di pubblico servizio) spingevano le neo mamme all'acquisto di certi prodotti di latte in polvere ottenendo benefici dalle aziende produttrici. Per la Procura non c'era un passaggio di denaro diretto. Erano le vacanze pagate, gli elettrodomestici regalati, il mezzo cui facevano ricorso le aziende per accattivarsi la benevolenza dei medici. Prossima udienza il 24 novembre per la discussione degli abbreviati e altra data il 15 dicembre per le prime sentenze. (p.b.)
È ancora nelle fasi delle udienze preliminari l’inchiesta “Medici low cost” dei carabinieri del Nas e della Procura di Pisa - pm Giovanni Porpora, 23 imputati - su un presunto accordo corruttivo tra i produttori di latte in polvere e i pediatri che avrebbero ottenuto vacanze pagate e altri benefit in cambio della spinta nell’indicazione alle mamme dei prodotti da acquistare per i bebè. Ieri mattina il gup Pietro Murano ha respinto la costituzione di parte civile di due associazioni accogliendo l’eccezione dell’avvocato Riccardo Taverniti, legale di uno degli imputati. Il motivo? Non è in discussione l’accusa di aver detto alle madri di non usare il latte naturale a vantaggio di quello artificiale. La contestazione riguarda il “consiglio” per l’acquisto di determinate marche. Quindi le associazioni a sostegno del latte materno non hanno titolo per stare in giudizio.
L’avvocato Stefano Ercoli ha chiesto il rito abbreviato per i suoi clienti Maurizio Petri, 65 anni, pediatra di Cascina e Claudio Ghionzoli, 64 anni, residente a Pisa (ambulatorio a Cascina). Stessa formalizzazione per il legale del pediatra Alberto Colombini di Grosseto.
Riguardo alla competenza territoriale, il giudice ha accolto l’istanza dell’avvocato Vinicio Vannucci di Livorno per i pediatri Alessandro Marini e Alessandro Costagliola. Per loro il processo si terrà nella città labronica, mentre tutti gli altri saranno giudicati a Pisa. L’inchiesta deflagrò con gli arresti nel novembre 2014. Per l'accusa i pediatri convenzionati con l'Asl (incaricati di pubblico servizio) spingevano le neo mamme all'acquisto di certi prodotti di latte in polvere ottenendo benefici dalle aziende produttrici. Per la Procura non c'era un passaggio di denaro diretto. Erano le vacanze pagate, gli elettrodomestici regalati, il mezzo cui facevano ricorso le aziende per accattivarsi la benevolenza dei medici. Prossima udienza il 24 novembre per la discussione degli abbreviati e altra data il 15 dicembre per le prime sentenze. (p.b.)
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