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Il dispiacere del questore «Ma lo Stato ha risposto»

Il dispiacere del questore «Ma lo Stato ha risposto»

Francini: «Arresti e vicinanza delle istituzioni, non scordiamoci che c’è un morto» Dopo la fallita rapina in via Battelli la polizia ha vigilato tutti i giorni sulla gioielleria

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PISA. «Dispiace sapere che Ferretti chiude. Lo Stato, nel suo caso, ha comunque dato una risposta».

Il questore Alberto Francini apprende dal Tirreno la notizia della saracinesca abbassata per un negozio che la sera del 13 giugno scorso è planato nell’agone della cronaca nazionale.

La rapina finita con la morte di uno dei banditi, colpito da due spari esplosi da Daniele Ferretti a difesa della moglie minacciata dal complice armato di pistola, ha rimesso al centro del dibattito la vulnerabilità di chi lavora nel commercio. E, soprattutto, in quei negozi che trattano soldi e beni di valore. Commercianti costretti ad armarsi e a diffidare dei volti sconosciuti che varcano la soglia dei locali.

La gioielleria-ottica di via Battelli chiuderà l’anno con l’addio a un’attività storica.

Dal 6 novembre inizieranno i saldi. E con il 31 dicembre quel piccolo mondo sarà consegnato alla sfera dei ricordi. Con nostalgia, ma senza rimpianti.

Daniele e la moglie, Giuliana Malucchi, hanno deciso che è arrivato il momento di fare i pensionati. Basta stare al fronte. Con il bancone come una trincea moderna, a rischio assalti di balordi e disperati. Una gravissima aggressione con ferite da ricovero e poi, più recente, l’ennesima rapina.

Il questore Francini e il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Nicola Bellafante erano andati nel negozio.

Una presenza istituzionale che non era solo di facciata. I carabinieri in breve tempo sono riusciti ad arrestare tre persone, accusate di aver fatto parte della banda che quella sera voleva rapinare la gioielleria e lasciò sul pavimento del negozio un bandito morto.

La questura non ha mai smesso di vigilare con un occhio attento sull’attività di via Battelli.

«Al di là della chiusura posso dire che lo Stato non si è dimenticato dei coniugi Ferretti – riprende il questore –. Anzi, tutt’altro. Mi riferisco agli arresti, al conforto delle istituzioni. La risposta c’è stata e anche immediata. Come questura continuiamo a garantire una vigilanza attenta, anche se non fissa. Quando sono andato a trovarli ho percepito una certa stanchezza da parte di Ferretti e della moglie. Di sicuro l’episodio del 13 giugno può aver accelerato la decisione. Non scordiamoci che c’è scappato un morto».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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