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Carrai perentorio: «Non è a rischio alcun posto di lavoro»

Carrai perentorio: «Non è a rischio alcun posto di lavoro»

Lo scorporo del servizio “handling” è imposto dalla legge «Manterremo o aumenteremo i livelli occupazionali»

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PISA. «Non c’è alcuna intenzione di eliminare 800 posti di lavoro. Anzi, l’obiettivo è di mantenere se non aumentare i livelli occupazionali».

A sottolinearlo è il presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, che interviene nella vertenza sul piano di cessioni ed esternalizzazioni annunciato dall’azienda che gestisce gli scali di Pisa e Firenze e che prevede la vendita del settore handling (tutte le attività di terra) e l’affidamento ad una società esterna del settore security a Pisa. Circa 800 i lavoratori coinvolti.

«Toscana Aeroporti sta vivendo un periodo di grandi cambiamenti e di forte crescita – esordisce Carrai –. Siamo nati solo due anni fa, con la fusione delle società di gestione dei due aeroporti di Firenze e Pisa, e fin da subito abbiamo preso l’impegno che non un solo lavoratore sarebbe rimasto a casa. Impegno che possiamo dire di aver mantenuto. Anzi, grazie alla crescita del traffico passeggeri, dal 2015 a oggi i posti di lavoro sono aumentati del 9,6%. Crescere significa anche dover affrontare scelte strategiche importanti, che consentano di gestire i cambiamenti mantenendo alto il livello dei servizi, la soddisfazione dei clienti, la sicurezza delle operazioni, ma allo stesso tempo la qualità e le garanzie delle condizioni di lavoro, assicurando allo stesso tempo la sostenibilità economica delle attività. Significa anche entrare nel gruppo degli aeroporti che devono sottostare a nuove regole. Una direttiva europea – spiega il presidente della società – impone agli aeroporti con traffico superiore ai due milioni di passeggeri di disporre “il libero accesso al mercato della prestazione di servizi di assistenza a terra a terzi”. Toscana Aeroporti è rimasta una delle ultime società di gestione aeroportuale ad erogare direttamente questi servizi. La stessa Enac ci ha comunicato l’obbligo di costituire rapidamente una società separata dedicata alle attività di handling. Nessuna intenzione, quindi, di eliminare 800 posti di lavoro (come qualcuno, strumentalmente, ha sostenuto) ma l’esatto opposto. Avendo chiaro l’obiettivo di mantenere, se non aumentare, i livelli occupazionali, ci impegneremo – promette Carrai – a selezionare un partner specializzato a cui cedere le attività, in grado di garantire la stabilità dell’impiego, la qualità dei servizi e la sicurezza delle attività. Il nostro impegno rimane quello di non mettere a rischio alcun posto di lavoro. Ma per farlo, da società di gestione aeroportuale, il modo migliore è quello di portare a compimento il piano di investimenti di Toscana Aeroporti con la realizzazione del nuovo terminal a Pisa e della nuova pista a Firenze, in grado di generare uno sviluppo tale da garantire non solo il livello attuale di occupazione, ma una crescita straordinaria e duratura di nuovi posti di lavoro in tutte le diverse attività aeroportuali».

Progetto, quello delle esternalizzazioni, condiviso e approvato dal consiglio di amministrazione della società, ma non dai sindacati che invece temono una riduzione dei livelli occupazionali. «Non abbiamo esuberi da fare e neppure licenziamenti in atto – risponde Carrai –. Forse unici in Italia, abbiamo fuso due società ciascuna autosufficiente dal punto di vista del personale impegnandoci a non licenziare nessuno. Abbiamo rispettato questo impegno. Anzi, abbiano fatto di più: abbiamo aumentato il personale. Se dobbiamo scorporare il servizio handling non è per una alzata di testa di qualcuno o per la voglia di aumentare anche di più i risultati finanziari, ma perché una direttiva europea ce lo impone e la legge, dovrebbero saperlo tutti, istituzioni comprese, si rispetta. Non si tratta né di licenziamenti né di esuberi – conclude il presidente di Toscana Aeroporti – ma solo di entrare a far parte di un’altra società che, questo è il nostro impegno, sarà altrettanto solida».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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