Il Tirreno

Pisa

Chiude il gioielliere che uccise un rapinatore: «Non ce la sentiamo di andare avanti»

di Roberta Galli
Daniele Ferretti dietro il bancone con la moglie Giuliana Malucchi
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Daniele Ferretti dietro il bancone con la moglie Giuliana Malucchi

Pisa, l'assalto della banda ha lasciato il segno su Daniele Ferretti: «Niente è come prima, ho fiducia nella giustizia ma voglio solo godermi in pace la pensione con mia moglie» 

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PISA. «Non ce la sentiamo più di andare avanti». Nonostante siano passati più di quattro mesi da quel tragico 13 giugno e la solidarietà dei clienti è sempre viva e palpabile, la decisione è stata presa e non si torna indietro: Daniele Ferretti e la moglie Giuliana Malucchi hanno deciso di chiudere il negozio. La gioielleria-ottica Ferretti di via Battelli cesserà la sua attività il prossimo 31 dicembre; lunedì 6 novembre comincerà la svendita promozionale.

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«Una decisione alla quale pensavamo da tempo – afferma Daniele Ferretti – e che purtroppo i tragici fatti del giugno scorso hanno anticipato». Ferretti e la moglie, quel maledetto 13 giugno, furono, infatti, vittime di una drammatica rapina in quella stessa gioielleria, finita con un bandito morto e tre in fuga. La giustizia sta facendo il suo corso (i tre sono stati tutti arrestati), Daniele Ferretti è sereno e ha piena fiducia nella magistratura. «Sono solo cambiati i presupposti – dice con voce ferma e pacata – e non me la sento più di restare in questo negozio. Io vengo a lavorare e non voglio andare tutti i giorni alla guerra. Il mio stato d’animo, nonostante sia fiducioso negli esiti processuali, non è più quello di prima e quindi voglio ritirarmi e godermi in pace la pensione insieme a mia moglie».

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Anche ieri mattina Daniele Ferretti e la signora Giuliana, entrambi settantenni, erano dietro al loro storico bancone. Professionali e accoglienti come sempre. Ma qualcosa, evidentemente, è cambiato nella loro mente, nonostante la solidarietà dei clienti non è mancata e non manchi. Anche ieri mattina una scatola di biscotti e un bigliettino dolcissimo sono stati recapitati a mano in negozio. «Sono per te Daniele – afferma la signora Giuliana – li ha lasciati un cliente con le lacrime agli occhi. Non ha detto altro».

In fondo, non ci sono parole per esprimere l’affetto che molti, anzi moltissimi, hanno manifestato in questi mesi a questa storica coppia di commercianti pisani, vittime loro stessi di un evento più grande di loro. «Dal 6 novembre – spiega Ferretti – cominceremo la svendita promozionale e, trascorse le otto settimane, come prevede la legge, per l’ultimo dell’anno cesseremo l’attività».

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Dispiaciuto? «Sicuramente sì, non lo nego – continua Ferretti –. Il negozio è stata la mia vita. In 45 anni di attività mia moglie ed io abbiamo avuto tantissime soddisfazioni professionali. Sono stati anni pieni nel vero senso della parola. Sono stato fortunato. La mia attività, oltre ad essere il mio lavoro, è stata anche la mia passione. Io mi occupo, oltre che di gioielleria, anche di riparare orologi e occhiali. Per non parlare della nostra clientela. Meravigliosa e cortese, che non ci ha mai abbandonato, che ci ha fatto sentire sempre il loro calore, come in questi ultimi mesi, duri sotto tutti i punti di vista. Con messaggi e piccoli pensieri. Ma non solo. Tutta la città si è mossa a nostro sostegno. Una vicinanza che abbiamo sentito e ci ha dato tanta forza, per non parlare dell’Arma dei carabinieri, sempre presente in ogni occasione e pronta a rassicuraci».

La gioielleria-ottica Ferretti quest’anno avrebbe spento 45 candeline. «Aprimmo nel lontano 1972 – ricorda Ferretti –. Erano sicuramente anni diversi, come diversa era la società. Fino agli inizi del Duemila è filato tutto liscio, poi la criminalità ha cominciato ad alzare il tiro anche nella nostra città e anche noi, purtroppo, negli anni a venire siamo stati vittime di eventi che hanno lasciato il segno e che ci hanno veramente messo in ginocchio».

LA RICOSTRUZIONE DELLA RAPINA FINITA NEL SANGUE

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Ferretti vuole chiudere la sua attività. Su questo non ha dubbi. Ma la sua decisione, tiene a precisare, non vuole essere assolutamente una resa. «Anzi – sottolinea – sarei più che felice se un giovane volesse rilevare il mio negozio. Sarei il primo a dargli una mano per qualche mese. Ad affiancarlo se vuole. Ad insegnargli i trucchi del mestiere, perché questo è un bel lavoro che dà tantissime soddisfazioni. Che ripaga dei molti sacrifici. È solo il contesto esterno che è cambiato. Occorre tenere occhi e orecchie ben aperti. Solo che io, sinceramente, ho fatto la mia epoca e desidero solo di occuparmi di altro».

Chissà se qualche giovane di buona volontà sarà disposto a raccogliere il testimone. La porta della gioielleria-ottica Ferretti è più che aperta. «Basta bussare – dice Daniele Ferretti, con il sorriso sulle labbra e la sua aria rassicurante – io sono qui».
 

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