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Pisa

Flash-mob per finanziare il diritto allo studio

Flash-mob per finanziare il diritto allo studio

Tappa anche in città della protesta nazionale degli studenti: «Basta spot elettorali, servono risorse»

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PISA. Anche in città, come in tutta Italia, l’Udu - Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi hanno fatto dei flash-mob per porre l’attenzione «su una gravissima mancanza della legge di Bilancio: gli investimenti nel mondo dell’istruzione. Chiediamo al Governo di rinunciare alle misure spot e ai bonus per portare avanti una pratica efficace a misura di studente! Ancora una volta vediamo che il governo agisce soprattutto con interventi limitati come il Bonus Cultura di 500 euro per i neo maggiorenni, azione che percepiamo sempre come spot elettorale e come intervento assolutamente insufficiente e inefficace».

«Per un’alternanza scuola lavoro davvero formativa – dichiara Matilde Collavini coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Pisa – sono necessari degli investimenti e la legge di bilancio non va in questa direzione. Impensabile che dopo che le studentesse e gli studenti hanno invaso le piazze di tutta Italia chiedendo investimenti maggiori e strutturali, oltre che un’Alternanza scuola lavoro realmente formativa, il Governo non si degni di inserire all’interno della legge di Bilancio misure ad hoc per finanziare urgentemente il diritto allo studio. Continueremo allora a scendere nelle piazze e organizzare gli studenti da Nord a Sud per far sì che le nostre rivendicazioni vengano ascoltate. Non possiamo più permetterci di aspettare».

Dichiara Sasha Grassini, coordinatore della base Udu di Pisa: «In questi anni siamo stati abituati a misure spot, legate a una falsa logica di merito e finalizzate unicamente al consenso elettorale. Vediamo il rischio che con l’avvicinarsi delle elezioni politiche questa tentazione sia ancora più forte. Per questo domani saremo di nuovo in piazza per mettere al centro del dibattito le nostre rivendicazioni: investimenti nel diritto allo studio, nel Finanziamento ordinario del sistema universitario, nelle strutture e nella docenza. In questi anni le Università si sono svuotate e per invertire la rotta bisogna garantire le borse di studio, fermare il precariato che caratterizza il mondo accademico e assumere nuovi docenti. Solo così potremo superare il numero chiuso, una selezione all’accesso ingiustificata che blocca il futuro dei giovani».

Le piazze di oggi ci dicono che gli studenti non sono rassegnati. Lo slogan era ‘Cambiare la scuola per cambiare il paese’ perché crediamo che sia il mondo dell’istruzione a poter determinare una società più giusta. Quello che sta succedendo con l’alternanza scuola lavoro ci dice invece che lo svilimento del lavoro fa breccia anche nella condizione degli studenti. Questo non lo possiamo accettare e domani saremo assieme ai lavoratori in tutta Italia perché non possiamo rimanere indifferenti: siamo noi i lavoratori di domani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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