Sicurezza
la derubata: grazie alla squadra mobile
Era a Pisa l’oro rubato a Piombino
Trovate da un poliziotto ad alcuni ricettatori sette medaglie
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PISA. Tutto merito di quelle medaglie d’oro vinte dal nonno giocando a bocce.
E anche della pazienza certosina di un poliziotto che ha avuto lo scrupolo di approfondire la provenienza del carico trovato nella disponibilità di alcuni ricettatori fermati durante un’indagine in città.
Corre sull’asse Piombino-Pisa una storia iniziata con un furto e il dolore per la perdita di oggetti di valore anche affettivo e conclusa con un lieto fine che è uno spot al pensare positivo.
La vicenda inizia con il furto a casa di una professionista 45enne di Piombino. Un colpo avvenuto intorno a Ferrafosto.
Il copione è quello vissuto da chi subisce la visita dei ladri. Spariscono gioielli, monili e dieci medaglie d’oro che il nonno della derubata aveva vinto con il passatempo preferito, le bocce.
«Sono andata a fare la denuncia il 20 agosto – racconta la professionista –. E i primi di settembre mi telefonano dalla questura di Pisa. “Venga a vedere alcuni preziosi, forse sono i suoi” mi ha detto il poliziotto. Sono andata e ho riconosciuto una parte di quello che mi avevano rubato. Non è tutto, ma almeno le cose di maggior valore affettivo sono state ritrovate come le sette medaglie».
È successo che da un lato la denuncia dettagliata consegnata ai carabinieri di Piombino e dall’altro l’acume del poliziotto pisano che si era ritrovato a valutare il materiale pronto per essere ricettato hanno contribuito a far felice la derubata.
Quando in questura hanno visto le medaglie per i campionati di bocce hanno iniziato a cercare nelle banche dati se in zona, ma anche nel resto del Paese, qualcuno aveva denunciato il furto di simili pezzi.
Un riscontro che ha portato il radar della polizia verso Piombino e la professionista a cui avevano rubato in casa mentre era in vacanza d’agosto.
«Trascorsi pochi giorni dalla denuncia ho ricevuto una telefonata da parte del sovrintendente capo Paolo Rossi della squadra mobile della questura di Pisa – spiega la donna –. In pratica mi convocava per riconoscere alcuni oggetti che avevano sequestrato ad alcune persone a Pisa. Prima lo stupore e poi il grande piacere nell’identificare buona parte degli oggetti che mi erano stati rubati. Voglio ringraziare la squadra mobile pisana e in particolar modo il sovrintendente capo Rossi per la competenza, professionalità, disponibilità e umanità dimostrate nel proprio lavoro».(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
E anche della pazienza certosina di un poliziotto che ha avuto lo scrupolo di approfondire la provenienza del carico trovato nella disponibilità di alcuni ricettatori fermati durante un’indagine in città.
Corre sull’asse Piombino-Pisa una storia iniziata con un furto e il dolore per la perdita di oggetti di valore anche affettivo e conclusa con un lieto fine che è uno spot al pensare positivo.
La vicenda inizia con il furto a casa di una professionista 45enne di Piombino. Un colpo avvenuto intorno a Ferrafosto.
Il copione è quello vissuto da chi subisce la visita dei ladri. Spariscono gioielli, monili e dieci medaglie d’oro che il nonno della derubata aveva vinto con il passatempo preferito, le bocce.
«Sono andata a fare la denuncia il 20 agosto – racconta la professionista –. E i primi di settembre mi telefonano dalla questura di Pisa. “Venga a vedere alcuni preziosi, forse sono i suoi” mi ha detto il poliziotto. Sono andata e ho riconosciuto una parte di quello che mi avevano rubato. Non è tutto, ma almeno le cose di maggior valore affettivo sono state ritrovate come le sette medaglie».
È successo che da un lato la denuncia dettagliata consegnata ai carabinieri di Piombino e dall’altro l’acume del poliziotto pisano che si era ritrovato a valutare il materiale pronto per essere ricettato hanno contribuito a far felice la derubata.
Quando in questura hanno visto le medaglie per i campionati di bocce hanno iniziato a cercare nelle banche dati se in zona, ma anche nel resto del Paese, qualcuno aveva denunciato il furto di simili pezzi.
Un riscontro che ha portato il radar della polizia verso Piombino e la professionista a cui avevano rubato in casa mentre era in vacanza d’agosto.
«Trascorsi pochi giorni dalla denuncia ho ricevuto una telefonata da parte del sovrintendente capo Paolo Rossi della squadra mobile della questura di Pisa – spiega la donna –. In pratica mi convocava per riconoscere alcuni oggetti che avevano sequestrato ad alcune persone a Pisa. Prima lo stupore e poi il grande piacere nell’identificare buona parte degli oggetti che mi erano stati rubati. Voglio ringraziare la squadra mobile pisana e in particolar modo il sovrintendente capo Rossi per la competenza, professionalità, disponibilità e umanità dimostrate nel proprio lavoro».(p.b.)
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