Il Tirreno

Pisa

Dai monti al mare, la difesa del territorio

di Sharon Braithwaite

Sicurezza idraulica, tutela delle biodiversità, fonti energetiche: piano finanziato dalla Regione

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PISA. La Regione finanzierà il Progetto integrato territoriale (Pit) presentato dal Parco di San Rossore come capofila e al quale hanno contribuito 53 soggetti pubblici e privati: i Comuni di Pisa, Calci, San Giuliano, Vecchiano, Vicopisano, il Consorzio di Bonifica 4, il Consorzio 1 Toscana Nord, l’Autorità di Bacino del Serchio, la Scuola Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore, il dipartimento di Ingegneria e il Centro di ricerche agro-ambientali “E. Avanzi”, il dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, venti aziende agricole, Cna e Coldiretti. Tre milioni di euro saranno investiti in interventi che inizieranno la prossima primavera (salvo intoppi burocratici) e che miglioreranno la sicurezza idraulica del territorio, tuteleranno la biodiversità e l’ambiente, a beneficio dei cittadini.

L’area interessata dal progetto che ha sbaragliato la concorrenza di altri 27 partecipanti al bando regionale dello sviluppo rurale è quella della piana pisana: dai piedi dei Monti Pisani fino al mare. «Questo è il progetto di manutenzione più idoneo per il territorio, che tiene conto dei cambiamenti climatici. In questo modo diamo sostanza alla salvaguardia del patrimonio della Biosfera dell’Unesco - dice Giovanni Maffei Cardellini, presidente dell’Ente Parco -. Il parco non si salva se rimane un’oasi chiusa in sé stessa, ma se porta le proprie idee economiche e culturali al di fuori dei propri confini». Il progetto è stato ideato dalla società di consulenza ambientale GreenGea di Pisa, che ha individuato le maggiori criticità: quasi due dei tre milioni regionali saranno investiti sulla gestione e la tutela delle risorse idriche (con regimazione idraulica); 586mila euro saranno spesi sulla tutela della biodiversità e 178mila euro su quella del paesaggio (ripristino e recupero di aree degradate per dissesto o abbandono); la protezione del territorio dal dissesto idrogeologico costerà 204mila euro; e, infine, per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento attraverso la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili saranno spesi 177mila euro.

La fascia pedemontana da Vecchiano a Vicopisano sarà oggetto di interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico e al miglioramento della qualità delle acque circolanti nelle aree agricole. Lavori anche lungo il tracciato del fiume Morto, dalla sorgente fino al mare e nei terreni da Vecchiano ad Asciano e Coltano. «L’arrivo dei fondi regionali è il risultato di una progettazione condivisa. Con i tre milioni realizzeremo azioni concrete in ambiti differenti, immediatamente efficaci e con ricadute tangibili», commenta Giacomo Sanavio di GreenGea, mentre il suo socio Marco Ricci aggiunge: «Il Comune sangiulianese effettuerà lavori di sicurezza idraulica a Metato, frazione molto soggetta ad allagamenti in caso di piogge abbondanti». Il Comune calcesano recupererà l’area delle sorgenti del fiume Morto, mentre il Consorzio di Bonifica interverrà sul corso d’acqua, grazie all’apporto di due aziende agricole locali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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