Sicurezza
UNO SGUARDO SUL FUTURO DELLA CITTÀ
di FRANCESCO LOI
Generazioni di pisani (e non solo) chiamati al servizio di leva hanno ben conosciuto il distretto “Curtatone e Montanara”. Dentro quegli uffici e lungo i viali hanno fatto il militare, indossato la...
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Generazioni di pisani (e non solo) chiamati al servizio di leva hanno ben conosciuto il distretto “Curtatone e Montanara”. Dentro quegli uffici e lungo i viali hanno fatto il militare, indossato la divisa e svolto i turni di guardia. Assai meno popolari, anzi pressoché sconosciuti alla città, gli spazi della caserma Artale, accanto all’ospedale Santa Chiara. Due grandi aree cittadine, pezzi pregiati dei quartieri San Martino e Santa Maria.
Ora, ad un passo dall’essere aperti alla cittadinanza con la nuova versione del cosiddetto progetto caserme, la curiosità di vedere direttamente cosa sono questi spazi, come sono oggi e cosa potranno diventare è scattata in modo automatico. Volevamo guardare oltre quel buco della serratura come più volte può essere capitato.
I cancelli si sono aperti per Il Tirreno grazie alla collaborazione del Reggimento Logistico “Folgore” e dell’amministrazione comunale, che lavora all’atto di indirizzo per definire ciò che potranno diventare le caserme una volta, ormai vicina, divenute ex.
L’accordo sarà firmato a breve. Poi dovrà arrivare l’approvazione del consiglio comunale. Quindi i bandi e l’apertura dei cantieri per trasformare, in sostanza, il distretto in nuove abitazioni e l’Artale in residenza studentesca. Gli spazi verdi da una parte e la grande piazza dall’altra dovranno essere gli strumenti di apertura ed integrazione con la città.
La terza caserma che doveva rientrare nell’accordo è la Bechi Luserna, però ora al centro delle strategie dell’Esercito. Avrebbe dovuto essere il nuovo terminal turistico della città, a metà tra circuito museale dei lungarni e percorso verso Piazza dei Miracoli. Quando saranno liberi gli spazi di Camp Darby restituiti dagli Usa all’Italia, chissà che la partita non possa riaprirsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ora, ad un passo dall’essere aperti alla cittadinanza con la nuova versione del cosiddetto progetto caserme, la curiosità di vedere direttamente cosa sono questi spazi, come sono oggi e cosa potranno diventare è scattata in modo automatico. Volevamo guardare oltre quel buco della serratura come più volte può essere capitato.
I cancelli si sono aperti per Il Tirreno grazie alla collaborazione del Reggimento Logistico “Folgore” e dell’amministrazione comunale, che lavora all’atto di indirizzo per definire ciò che potranno diventare le caserme una volta, ormai vicina, divenute ex.
L’accordo sarà firmato a breve. Poi dovrà arrivare l’approvazione del consiglio comunale. Quindi i bandi e l’apertura dei cantieri per trasformare, in sostanza, il distretto in nuove abitazioni e l’Artale in residenza studentesca. Gli spazi verdi da una parte e la grande piazza dall’altra dovranno essere gli strumenti di apertura ed integrazione con la città.
La terza caserma che doveva rientrare nell’accordo è la Bechi Luserna, però ora al centro delle strategie dell’Esercito. Avrebbe dovuto essere il nuovo terminal turistico della città, a metà tra circuito museale dei lungarni e percorso verso Piazza dei Miracoli. Quando saranno liberi gli spazi di Camp Darby restituiti dagli Usa all’Italia, chissà che la partita non possa riaprirsi.
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