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Ntugu neo segretario del Pd «Andavo pazzo per Gullit»

Ntugu neo segretario del Pd «Andavo pazzo per Gullit»

Al Cep eletto un 50enne nato in Guinea Equatoriale, cittadino italiano dal 2008 «Avevo previsto certi commenti, ma continuiamo a combattere il razzismo» 

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PISA. Dalla sua città al circolo Pd di cui è appena diventato segretario ci sono 4.740 chilometri in linea d’aria: Amancio Edu Ntugu Nenga, 50enne originario della Guinea Equatoriale, è stato eletto al vertice della sezione dem di Barbaricina-Cep-San Rossore, dopo anni di militanza a fianco dell’ex segretario Vladimiro Basta. Si tratta del primo segretario di origini africane alla guida di una sezione pisana del Pd. Un uomo che si è formato proprio a Pisa, dove nel 2001 ha conseguito una laurea in ingegneria civile. E che ha trascorso gran parte della sua vita nel Belpaese, di cui si sente orgogliosamente cittadino. Oggi - che ha tre figli - è direttore tecnico in una ditta di manutenzione impiantistica e sorveglianza antincendio. Ma dietro alla sua elezione da segretario si cela il ritratto di uomo non banale, che non si vergogna ad esporre concetti scomodi per una parte dell’opinione pubblica. «Sapevo già in partenza che la mia elezione avrebbe comportato qualche commento spiacevole. Però io vado avanti, è importante continuare il nostro percorso di lotta al razzismo, che come fenomeno va combattuto e limitato al massimo. Nel 1989, ad esempio, quando arrivai a Pisa rimasi un mese in albergo perché non trovavo nessuno disposto ad affittarmi una stanza. Oggi non è più così, segno che la società si è aperta».

Questo vuol dire, secondo Ntugu, non negare un’identità a chi nasce e cresce in Italia: «Credo sia giusto dare la cittadinanza a chi cresce in questo paese, dove frequenta le scuole e respira la cultura. Non farlo vorrebbe dire negargli un’identità che egli stesso desidera, creando un danno a tutta la società». Quando lo abbiamo incontrato Ntugu era appena arrivato al campo sportivo di Porta a Piagge per assistere alla partita del figlio minore. Il calcio, infatti, ha segnato i suoi primi contatti con l’Italia: in Guinea arrivano i filmati del Milan degli olandesi e Amancio se ne innamora, tanto da andare a vedere i suoi idoli (su tutti Ruud Gullit) in un Real Madrid-Milan al Bernabeu.

Poi, arrivato a Pisa, avrà la fortuna di vedere gli olandesi e il Napoli di Maradona all’Arena Garibaldi, nell’epopea del presidente Romeo Anconetani. Pisa che diventa pian piano una seconda - anzi una prima - casa: così Ntugu non torna più in Guinea, perché nel frattempo è arrivato il matrimonio e la prole si è fatta numerosa. Un ingegnere che ha sempre simpatizzato per il centrosinistra, anche prima di ottenere l’agognata cittadinanza: «Oggi c’è Renzi, che sa parlare alla gente e che fa cose concrete. In passato ho apprezzato altri leader, che però col tempo mi hanno deluso. Uno che, invece, continuo a stimare, è Romano Prodi».

L’elezione di Ntugu al Cep è arrivata per dare “equilibrio”: «Spesso ci dividiamo in correnti e ci facciamo male da soli. Io non mi riconosco in una o in un’altra e non mi aspettavo di diventare segretario: all’inizio ho detto no e nel frattempo cercavo qualche nome buono per la successione di Vladimiro. Poi, è stato lui a dirmi che quel nome era il mio: in principio ero per il no, perché ho molti impegni (è anche coordinatore a Pisa per Shalom, ndr). Mia moglie mi ha detto “prueba” cioè “prova” (in Guinea si parla spagnolo, ndr) e, insieme all’opera di convincimento di Vladimiro, alla fine ho ceduto». Ntugu rimarrà un’eccezione? «Mi auguro di no, perché vorrebbe dire che la società non è andata avanti nel suo percorso di crescita ed apertura». Questo è Amancio Edu Ntugu Nenga, ingegnere civile con la passione per il calcio che, scomodando Papa Francesco, “viene dalla fine del mondo”.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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