La manifestazione
bancarelle
«Manca il confronto col Comune»
Il consorzio “Pisa dei Miracoli” ribadisce il no all’ipotesi largo Cocco Griffi
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PISA. «Siamo rimasti a dir poco esterrefatti dalle parole di Franco Palermo, a nome della Fiva Confcommercio, secondo il quale il progetto del Comune di spostare tutte le bancarelle in largo Cocco Griffi deve essere visto positivamente. Esterrefatti perché Palermo era presente alla nostra ultima assemblea dove tutti gli operatori avevano espresso parere contrario alla proposta dell’amministrazione comunale. Non comprendiamo davvero a che titolo sia intervenuto e chi intende davvero rappresentare».
È secca la risposta di Gianmarco Boni, presidente del consorzio Pisa dei Miracoli che rappresenta gli ambulanti del Duomo, alla posizione di Confcommercio sul progetto dell’assessore comunale Andrea Ferrante di spostare tutti i banchi in largo Cocco Griffi in attesa di una sede definitiva individuata all’interno del Santa Chiara (zona ex pronto soccorso) una volta riconvertito. Gli ambulanti respingono con forza la proposta. «Una soluzione irricevibile – insiste Boni – per diversi motivi. Innanzitutto, l’affollamento di un’area che dalle dodici bancarelle attualmente presenti dovrebbe passare a settanta. Un’area già con vincoli molti ristretti per la presenza del cimitero ebraico. Un affollamento con la necessità di creare un percorso pedonale esterno allo stesso mercato con conseguenze negative facilmente comprensibili. Palermo nel lodare il nuovo progetto – dice ancora il presidente degli ambulanti – dimentica poi che tutti gli operatori dovrebbero più che dimezzare le proprie superfici di vendita. Non solo quelli trasferiti dalle altre zone, ma anche quelli attualmente in largo Cocco Griffi. E questo su quali basi? Lo chiediamo proprio al rappresentante di un sindacato che dovrebbe tutelare gli ambulanti».
Boni torna perciò a chiedere un tavolo di confronto con il Comune su basi concrete. «Come ad esempio la relazione del comitato interistituzionale per il decoro le cui conclusioni sono ancora top secret – sottolinea –. Possibile che non ci si possa ancora confrontare su un documento che, lo abbiamo sempre detto, dà solo indicazioni che il Comune poi potrebbe recepire non obbligatoriamente con i propri strument?».
Altra questione quella del progetto presentato dai bancarellai per l’area del Santa Chiara attigua a Piazza dei Miracoli (dove adesso si trovano le cappelle mortuarie). «Possibile che Palazzo Gambacorti non ci abbia mai risposto su questo progetto? – si domanda Boni –. Un progetto che la Sovrintendenza aveva approvato nel 1998. Cosa è cambiato da quel pronunciamento? Mettiamoci attorno ad un tavolo e vediamo se ci sono margini di discussione. Ma non rispondere nemmeno è un fatto gravissimo». La conclusione del presidente del consorzio: «Gli operatori sono allo stremo. L’idea di attendere ancora anni per una soluzione definitiva è inaccettabile. In questi anni siamo stati sempre uniti nelle nostre battaglie e non abbiamo certo bisogno di chi pensa di cercare visibilità sulla nostra pelle con uscite estemporanee».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
È secca la risposta di Gianmarco Boni, presidente del consorzio Pisa dei Miracoli che rappresenta gli ambulanti del Duomo, alla posizione di Confcommercio sul progetto dell’assessore comunale Andrea Ferrante di spostare tutti i banchi in largo Cocco Griffi in attesa di una sede definitiva individuata all’interno del Santa Chiara (zona ex pronto soccorso) una volta riconvertito. Gli ambulanti respingono con forza la proposta. «Una soluzione irricevibile – insiste Boni – per diversi motivi. Innanzitutto, l’affollamento di un’area che dalle dodici bancarelle attualmente presenti dovrebbe passare a settanta. Un’area già con vincoli molti ristretti per la presenza del cimitero ebraico. Un affollamento con la necessità di creare un percorso pedonale esterno allo stesso mercato con conseguenze negative facilmente comprensibili. Palermo nel lodare il nuovo progetto – dice ancora il presidente degli ambulanti – dimentica poi che tutti gli operatori dovrebbero più che dimezzare le proprie superfici di vendita. Non solo quelli trasferiti dalle altre zone, ma anche quelli attualmente in largo Cocco Griffi. E questo su quali basi? Lo chiediamo proprio al rappresentante di un sindacato che dovrebbe tutelare gli ambulanti».
Boni torna perciò a chiedere un tavolo di confronto con il Comune su basi concrete. «Come ad esempio la relazione del comitato interistituzionale per il decoro le cui conclusioni sono ancora top secret – sottolinea –. Possibile che non ci si possa ancora confrontare su un documento che, lo abbiamo sempre detto, dà solo indicazioni che il Comune poi potrebbe recepire non obbligatoriamente con i propri strument?».
Altra questione quella del progetto presentato dai bancarellai per l’area del Santa Chiara attigua a Piazza dei Miracoli (dove adesso si trovano le cappelle mortuarie). «Possibile che Palazzo Gambacorti non ci abbia mai risposto su questo progetto? – si domanda Boni –. Un progetto che la Sovrintendenza aveva approvato nel 1998. Cosa è cambiato da quel pronunciamento? Mettiamoci attorno ad un tavolo e vediamo se ci sono margini di discussione. Ma non rispondere nemmeno è un fatto gravissimo». La conclusione del presidente del consorzio: «Gli operatori sono allo stremo. L’idea di attendere ancora anni per una soluzione definitiva è inaccettabile. In questi anni siamo stati sempre uniti nelle nostre battaglie e non abbiamo certo bisogno di chi pensa di cercare visibilità sulla nostra pelle con uscite estemporanee».
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