Il Tirreno

Pisa

Flash-mob dei precari Cnr condanna a morte la ricerca

di Carlo Venturini
Flash-mob dei precari Cnr condanna a morte la ricerca

Nuova protesta a San Cataldo. Il portavoce dei lavoratori Giulio Masetti: «Non è vero che a Roma mancano i soldi per l’opera di stabilizzazione»

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PISA. «Cittadini e passanti, siamo qui a pregare i santi, non ci resta che questo, in un mondo disonesto».

È la litania recitata in corteo da oltre cento precari del Cnr che ieri hanno inscenato nell'area della ricerca di San Cataldo la morte della ricerca con un “boia” che toccava i precari e questi stramazzavano al suolo.

«C'è tempo fino al 31 ottobre per fare pressione affinché gli emendamenti alla legge di stabilità passino – dice Giulio Masetti, portavoce dei precari uniti del Cnr –. Ci vogliono circa 200 milioni di euro perché si dia concreta attuazione alla legge Madia, e non è vero che mancano i soldi». Masetti ricorda infatti che «è stato rifinanziato il bonus cultura per i diciottenni, che vale più di 200 milioni di euro, e che è stato approvato il bonus fiscale per i giardini privati, e quindi i soldi ci sono ma si tratta di fare scelte politiche che non vanno nella direzione dell'incentivo alla ricerca e alla stabilizzazione dei precari».

Alla protesta era presente il sindaco Marco Filippeschi, che ha preso il megafono e ha detto: «Vi aiuterò con la questura per avere i permessi per una manifestazione sotto la Torre e vi invito a portare le vostre ragioni in consiglio comunale».

Visto che il problema è “romano”, e cioè la mancata stabilizzazione passa dalla legge di bilancio ferma in prima commissione, alla protesta ha preso parte anche l'onorevole Paolo Fontanelli (Articolo Uno-Mdp): «Ci sono tutte le concrete possibilità di dare attuazione piena alla Madia e la cifra di 200-300 milioni di euro può essere trovata anche facendo piani di finanziamento pluriennali».

Fabrizio Bianchi, dirigente del Cnr dal 1980, solidarizza coi precari dicendo: «Io ho avuto la possibilità di fare carriera con tre concorsi, cosa che oggi è impossibile, così come è impossibile mandare avanti la ricerca senza assegnisti, co.co.co e personale a tempo determinato».

Solo il personale precario del Cnr a livello nazionale ammonta a quattromila unità, e i lavoratori chiedono che nella legge vengano vincolati dei fondi ad hoc. In Italia i precari negli istituti di ricerca sono diecimila: sarebbero solo in 300 a venire assunti negli enti pubblici di ricerca, secondo questa legge di bilancio. «La cosa che lascia stupefatti è che i finanziamenti necessari per la stabilizzazione dei precari ammonta solo all’1% dei 20 miliardi della manovra complessiva – dice Masetti – e dal 2010 ad oggi il fondo ordinario del Cnr ha perso 120 milioni di euro».

Domenico Laforenza, presidente dell'area pisana del Cnr, aveva già acceso i riflettori sul precariato durante “Bright” e l'Internet Festival, ma ora aggiunge: «Siamo fanalino di coda in Europa con poco più dell'1% in investimenti nella ricerca. Non possiamo continuare a formare ricercatori per lasciarli andare all'estero, una scelta gravosa e disperata se si pensa che queste persone non sono più così giovani bensì hanno spesso famiglia».

La manifestazione si è poi spostata dall'area del Cnr alla rotonda di via di Pratale dove i precari hanno disteso uno striscione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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