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Pisa

Ex distretto e Artale, così si allargano i quartieri del centro

Ex distretto e Artale, così si allargano i quartieri del centro

Viaggio nelle strutture militari che saranno trasformate in abitazioni e alloggi per studenti. A breve la firma dell’accordo

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PISA. «Un loggiato spettacolare, sembra di essere a Bologna». Marco Filippeschi guarda la prospettiva, prende il suo telefonino e scatta foto a ripetizione. «Bellissimo, la piazza è stupenda. E qui ci si potrebbe fare un parcheggio», interviene Ylenia Zambito, assessora all’urbanistica, indicando al sindaco ciò che potrebbe essere. In effetti stare al centro della caserma Artale suscita più di una sensazione. Edifici e spazi notevolissimi che si aprono alla vista dietro quel muro tra via Roma e via Derna con il filo spinato ed i cartelli gialli con scritto “Zona militare. Divieto di accesso”.

L’Artale, una delle tre caserme cittadine, è in fase di dismissione. L’ex distretto militare in San Martino invece è abbandonato da tempo. Negli anni le scelte del ministero della Difesa hanno concentrato le forze del Reggimento Logistico “Folgore” nella caserma Bechi Luserna sull’Aurelia.

Così, se il vecchio “progetto caserme” ha perso uno dei suoi tre elementi, il nuovo accordo - ormai prossimo alla definizione - arricchisce la città di due pezzi di quartiere, uno in centro e l’altro a due passi da Piazza dei Miracoli, complessivamente per 20mila metri quadrati di superficie. L’Artale, per dire, occupa un intero isolato nell’area di Santa Maria.

Dopo anni di trattative difficili, cambiamenti di scenari su un fronte o sull’altro, la svolta con una manifestazione di interesse ad acquistare e trasformare entrambe le aree da parte del Fondo Investimenti per l’Abitare, istituito dalla Cassa Depositi e Prestiti, società controllata dal ministero dell’Economia. L’ex distretto Curtatone e Montanara accoglierà appartamenti di edilizia convenzionata da riservare alle fasce più deboli, le cosiddette fasce “grigie”, quelle che non riescono ad avere le case popolari, ma neanche ad affittare appartamenti sul libero mercato. L’Artale invece accoglierà residenze per studenti. Tutte destinazioni d’uso già conformi agli strumenti urbanistici in vigore.

Il Comune riceverà il 15% del prezzo di vendita che potrà poi utilizzare per investimenti pubblici. Il valore delle aree è intorno ai 35 milioni di euro. Ministero della Difesa, Demanio e Comune di Pisa formalizzeranno a breve l’accordo, con il sindaco che ha chiamato il ministro Roberta Pinotti per invitarla in città in occasione della firma. Intanto il Demanio sta definendo le stime degli oggetti di vendita con l’obiettivo di chiudere l’operazione entro l’anno.

Mentre si aggirano per i corridoi dell’Artale, sindaco ed assessora, insieme ai tecnici comunali, ipotizzano le possibili trasformazioni. «Gli uffici stanno lavorando all’atto di indirizzo», dicono, ovvero al “disegno” del cambiamento. Al primo piano della caserma scorrono una dopo l’altra quelle che sono state le camerate. In fondo ad un lungo corridoio, tra i murales realizzati dagli stessi militari con stemmi o scene di vita della caserma, si apre una terrazza che da una parte si affaccia sull’Orto botanico lungo via Roma e dall’altra vede svettare la Torre pendente oltre gli edifici del Santa Chiara e le chiome degli alberi dei giardini.

La caserma Artale è composta da edifici costruiti tra il 1870 e il 1924 su un’area adibita ad orto interna alle mura. «La vecchia piazza d’armi è la seconda piazza più grande della città dopo quella del Duomo», sottolinea Ylenia Zambito, pensando ad un utilizzo libero da parte della cittadinanza. Il parere della Sovrintendenza sarà vincolante sulle operazioni possibili o meno sugli edifici dell’Artale, che sono vincolati (come gli stabili dell’ex distretto). Al fianco dei locali che ospitavano il cinema e la palestra, ci sono garage e autorimesse. Con il via libera alla demolizione, l’idea è di costruirvi un parcheggio a silo, come chiesto dai residenti da sempre alle prese con il problema dei posti auto. Di fronte il lungo loggiato, quelle fotografato a più riprese dal sindaco. «Ci abbiamo lavorato tanto, mi spiace solo - conclude Filippeschi - che non sarò più sindaco quando tutto sarà pronto per essere consegnato alla città». (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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