Attenzione
Tuffo nel passato, i rintocchi delle campane suonate a mano
Un improvviso salto all’indietro sulla celeberrima Torre in Piazza dei Miracoli in occasione del convegno internazionale dedicato alle cattedrali europee
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PISA. Alle tredici in punto, ieri, Piazza dei Miracoli è tornata indietro nel tempo, riscoprendo una vecchia tradizione. Grazie ai campanari lucchesi e a quelli della media valle del Serchio, le campane della celeberrima Torre sono state suonate a mano e i rintocchi, anziché elettrifati come ormai succede da tanti anni, sono stati scanditi dal movimento del battaglio.
L’evento ha coinciso con il primo appuntamento, nell’auditorium Toniolo, del settimo convegno internazionale delle cattedrali europee, che ha come tema “Campanili e Campane” e a cui ha dato il via il rintocco della campana della Federazione Nazionale Suonatori di Campane.
Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opera della Primaziale Pisana, che promuove e ospita il convegno, ha sottolineato che l’argomento «rappresenta un elemento di interesse non solo per Pisa, ma per tutta Europa».
Il campanile pisano è una delle mete turistiche più visitate al mondo e secondo Pacini è importante porre l’accento su strutture come questa che sono sempre più a rischio, considerando «i problemi legati alla loro staticità e al rischio sismico del nostro territorio».
Dello stesso avviso è il soprintendente di Pisa, Andrea Muzzi, ospite del convegno, che, in riferimento alla tragedia di Firenze, per la quale si è osservato un minuto di silenzio in apertura dei lavori, ha sottolineato la necessità di controlli sempre più accurati a queste strutture, precisando l’imprevedibilità di certi accaduti. Muzzi ha evidenziato «l’eccellenza della macchina organizzativa» dell’Opa, che tutela e salvaguarda il patrimonio artistico pisano.
Nell’arco della mattinata hanno preso la parola anche monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, e don Luca Franceschini, in rappresentanza della Cei. L’arcivescovo ha ribadito il peso, non solo religioso, dei campanili e delle campane nella vita delle città e dei borghi. Seppur sacri, questi simboli hanno avuto da sempre una duplice funzione: quella religiosa, e per questo vengono benedetti e consacrati, e quella civica, scandendo «gli avvenimenti dell’esistenza», come la campana della Torre Civica, che domina Ponte di Mezzo, e quella del Campano.
Nel convegno si è discusso anche del ruolo dei campanari, che in Italia sono circa 8.500 e che, con il loro lavoro, non solo promuovono una tradizione risalente all’VIII-IX secolo d.C., ma custodiscono e preservano un patrimonio culturale di inestimabile valore. Molto spesso, infatti, i campanari sono gli unici ad accedere ai campanili e quindi, con la loro presenza, sorvegliano questi luoghi difficilmente raggiungibili.
Al dibattito seguente hanno partecipato rappresentanti di alcune nazioni europee, quali Austria, Francia e Olanda.
Giulia Serni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’evento ha coinciso con il primo appuntamento, nell’auditorium Toniolo, del settimo convegno internazionale delle cattedrali europee, che ha come tema “Campanili e Campane” e a cui ha dato il via il rintocco della campana della Federazione Nazionale Suonatori di Campane.
Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opera della Primaziale Pisana, che promuove e ospita il convegno, ha sottolineato che l’argomento «rappresenta un elemento di interesse non solo per Pisa, ma per tutta Europa».
Il campanile pisano è una delle mete turistiche più visitate al mondo e secondo Pacini è importante porre l’accento su strutture come questa che sono sempre più a rischio, considerando «i problemi legati alla loro staticità e al rischio sismico del nostro territorio».
Dello stesso avviso è il soprintendente di Pisa, Andrea Muzzi, ospite del convegno, che, in riferimento alla tragedia di Firenze, per la quale si è osservato un minuto di silenzio in apertura dei lavori, ha sottolineato la necessità di controlli sempre più accurati a queste strutture, precisando l’imprevedibilità di certi accaduti. Muzzi ha evidenziato «l’eccellenza della macchina organizzativa» dell’Opa, che tutela e salvaguarda il patrimonio artistico pisano.
Nell’arco della mattinata hanno preso la parola anche monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, e don Luca Franceschini, in rappresentanza della Cei. L’arcivescovo ha ribadito il peso, non solo religioso, dei campanili e delle campane nella vita delle città e dei borghi. Seppur sacri, questi simboli hanno avuto da sempre una duplice funzione: quella religiosa, e per questo vengono benedetti e consacrati, e quella civica, scandendo «gli avvenimenti dell’esistenza», come la campana della Torre Civica, che domina Ponte di Mezzo, e quella del Campano.
Nel convegno si è discusso anche del ruolo dei campanari, che in Italia sono circa 8.500 e che, con il loro lavoro, non solo promuovono una tradizione risalente all’VIII-IX secolo d.C., ma custodiscono e preservano un patrimonio culturale di inestimabile valore. Molto spesso, infatti, i campanari sono gli unici ad accedere ai campanili e quindi, con la loro presenza, sorvegliano questi luoghi difficilmente raggiungibili.
Al dibattito seguente hanno partecipato rappresentanti di alcune nazioni europee, quali Austria, Francia e Olanda.
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